Alta velocità, l’Antitrust sospende parte degli impegni di Rfi per l’ingresso dei francesi di Sncf
Alta velocità, l’Antitrust sospende parte degli impegni di Rfi per l’ingresso dei francesi di Sncf
Resta in piedi l’assegnazione a Sncf di 18 tratte sulla rete italiana. In stand-by invece le modifiche al Prospetto Informativo della Rete e le tutele per il nuovo entrante. Si attende una riforma dell’Autorità dei Trasporti

di Sara Bichicchi 13/07/2026 19:27

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L’ingresso dei francesi Sncf Voyages nell’alta velocità italiana dovrà passare dalle nuove regole dell’Autorità dei Trasporti (Art). L’Antitrust ha infatti deciso di congelare due degli impegni assunti a marzo 2026 da Rfi in attesa di una riforma complessiva delle regole dell’Art. Lo si apprende dal bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) del 13 luglio 2026.

Il Garante specifica che la sospensione resterà in vigore fino al 30 settembre. Nel frattempo l’Art dovrebbe alzare il velo sul nuovo quadro di riferimento. A quel punto l’Agcm deciderà come procedere. I francesi di Sncf - il cui ingresso in Italia è già stato rimandato di un anno - vorrebbero iniziare a operare a settembre 2027, anche se il percorso sembra in salita tra norme in trasformazione e nodi tecnici.

Restano le 18 tratte assegnate a Sncf

Non tutto, però, va in ghiacciaia. L’Agcm mantiene infatti l’assegnazione a Sncf di 18 canali orario sulle direttrici Torino-Milano-Napoli e Torino-Milano-Venezia per un periodo di dieci anni.

Queste tratte sono state riconosciute all’operatore francese al termine di un’istruttoria Antitrust che ha aperto un fronte di scontro con l’Art, secondo la quale l’Agcm avrebbe agito senza fare le dovute valutazioni. Per questo motivo l’Autorità dei Trasporti aveva provato a impugnare davanti al Tar del Lazio il provvedimento Antitrust che apriva la strada a Sncf. 

Gli impegni sospesi

L'Agcm ha invece deciso di sospendere l’efficacia di altri due impegni presi da Fsi, ovvero la riforma del Prospetto Informativo della Rete (Pir), che avrebbe dovuto introdurre i criteri europei tra cui l’assegnazione della capacità ferroviaria sulla base del «miglior utilizzo dell'infrastruttura», e le tutele per il «nuovo entrante».

Il motivo dello stop temporaneo è appunto l’avvio, da parte dell’Art, di una riforma generale delle regole di accesso alla rete. Secondo l’Antitrust, il nuovo regolamento potrebbe incidere in modo sostanziale sugli impegni di Rfi. Tra le ipotesi ci sono ad esempio, un limite del 20% di capacità per singolo operatore e il ricorso ad aste economiche. (riproduzione riservata)