Giornata nera per Alstom: il titolo affonda di circa il 27% alla borsa di Parigi. La multinazionale francese, leader globale nel settore della mobilità ferroviaria e dei trasporti sostenibili, ha pubblicato i risultati preliminari del primo semestre dell'esercizio 2026-2027 e tagliato la guidance citando «alcune problematiche di esecuzione in Europa» mentre i piani operativi «dovranno essere affiancati da un processo di riduzione dell'indebitamento».
Il gruppo si aspetta di produrre nell'intero esercizio circa 4 mila vagoni, contro i 4.400-4.500 inizialmente prospettati, con un margine ebit rivisto attorno all'1% rispetto alle precedenti previsioni al 6,5% e un deflusso di cassa di 1,5 miliardi di euro, in controtendenza rispetto alle indicazioni per un flusso di cassa positivo formulate qualche mese fa.
«Dalla mia nomina a ceo nell'aprile 2026, ho richiesto un'identificazione e un'escalation rigorose dei rischi e delle opportunità a livello di singolo progetto, mobilitando team dedicati di esperti di Alstom sui progetti più critici, tra cui il Coradia Max. L'annuncio di oggi riflette le conseguenze di questo lavoro, con l'obiettivo di normalizzare le performance del gruppo a partire dal prossimo esercizio finanziario», dichiara Martin Sion, precisando che questo «rafforza la mia determinazione ad accelerare i miglioramenti operativi e, con il sostegno del nostro cda, rende necessario un piano di riduzione dell'indebitamento, affinché Alstom possa esprimere appieno il potenziale del proprio posizionamento competitivo in un mercato ferroviario in crescita».
L'obiettivo di riduzione del debito è stato fissato a 2 miliardi di euro entro settembre 2027. Al 30 settembre 2026, Alstom ha registrato un indebitamento netto pari a 1,1 miliardi di euro, in peggioramento dai 400 milioni di euro del 31 marzo dopo un assorbimento di free cash flow pari a 1.248 milioni di euro, il pagamento di cedole per 44 milioni di euro su titoli subordinati perpetui e un aumento di 81 milioni di euro delle passività per leasing. Effetti che sono stati parzialmente compensati da proventi per 694 milioni di euro derivanti dall'emissione di un'obbligazione ibrida green lo scorso giugno.
Il primo semestre si è chiuso con ordini per 11 miliardi di euro, poco superiori ai 10,5 miliardi registrati al 30 settembre 2025. Anche le vendite, pari a 9,3 miliardi di euro, si discostano poco dai 9,1 miliardi del primo semestre dell'esercizio 2025-2026, mentre il margine ebit negativo per circa il 4% si confronta con il +6,4% registrato al 30 settembre 2025.
Coradia Max è una piattaforma di treni regionali a due piani destinata, tra gli altri, a operatori ferroviari tedeschi. Doveva rappresentare, come dichiarato dal ceo, uno dei principali motori dell'aumento della produzione di Alstom nel 2026, tuttavia sono emersi quattro problemi concatenati: innanzitutto, difficoltà tecniche e di industrializzazione, soprattutto durante le ultime fasi dello sviluppo, quando sono stati individuati ulteriori problemi tecnici che hanno richiesto interventi correttivi e test aggiuntivi.
A questi si aggiungono ritardi nell'omologazione che hanno posticipato l'entrata in servizio commerciale, oltre allo stop temporaneo della produzione nel primo trimestre per risolvere le criticità ed evitare successive modifiche ai treni già costruiti. Questo, infine, ha portato a un effetto domino su altri contratti: i ritardi hanno coinvolto altri progetti ferroviari realizzati in Germania o destinati al mercato tedesco, generando costi aggiuntivi, slittamenti nelle consegne e penali contrattuali. (riproduzione riservata)