Alphabet valuta il primo bond in dollari australiani per finanziare gli investimenti nell’AI
Alphabet valuta il primo bond in dollari australiani per finanziare gli investimenti nell’AI
La casa madre di Google ha incaricato alcune banche di organizzare la sua prima emissione di obbligazioni denominate in dollari australiani, fino a 6 miliardi secondo gli esperti, su quattro diverse scadenze

di Francesca Gerosa 17/08/2026 10:15

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Alphabet valuta il suo primo bond in dollari australiani mentre aumenta il debito per finanziare l’AI. La casa madre di Google ha incaricato alcune banche di organizzare la sua prima emissione di obbligazioni denominate in dollari australiani, mentre le società tecnologiche statunitensi stanno facendo ampio ricorso ai mercati del credito, aumentando il debito per finanziare gli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Bond in dollari australiani con quattro diverse scadenze

Anz, Deutsche Bank, Rbc Capital Markets e TD Securities sono i lead manager congiunti dell’operazione di Alphabet. In particolare il colosso tecnologico statunitense dovrebbe vendere i titoli su quattro diverse scadenze: a 3, 5, 10 e 20 anni con le obbligazioni a 3 e 5 anni che dovrebbero essere emesse a tasso fisso o variabile, mentre quelle a 10 e 20 anni a tasso fisso.

Questo dopo che all’inizio di agosto Alphabet ha collocato sul mercato 25 miliardi di obbligazioni in dollari statunitensi a seguito della raccolta di capitale azionario di quasi 85 miliardi di dollari effettuata a giugno. Ma nel 2026 ha piazzato anche bond denominati in franchi svizzeri, sterline, euro, dollari canadesi e yen giapponesi. Insieme ad altri colossi statunitensi, come Meta e Amazon, ha raccolto quest’anno centinaia di miliardi sia in dollari sia in altre valute per finanziare i propri ambiziosi piani nel campo dell’intelligenza artificiale.

Gli investitori frenano: ritirati il 36% degli ordini

Tuttavia, dopo questa maxi ondata di emissioni, stanno emergendo segnali di stanchezza da parte degli investitori. Nel mercato statunitense delle obbligazioni investment grade, ovvero titoli con elevato merito di credito, gli investitori hanno ritirato in media il 36% degli ordini inizialmente presentati per le nuove emissioni obbligazionarie, dopo che il prezzo finale delle obbligazioni è stato fissato a condizioni meno favorevoli per gli investitori, secondo i dati elaborati da Bloomberg

«Alphabet e i suoi concorrenti hyperscaler stanno finanziando impegni di spesa in conto capitale che stanno crescendo molto più rapidamente della generazione di free cash flow delle attività sottostanti che li stanno finanziando», ha dichiarato a Bloomberg Helen Mason, responsabile del credito presso la divisione australiana di Schroders, avvertendo che «si tratta di uno squilibrio strutturale che gli obbligazionisti dovrebbero valutare attentamente». Per l’esperta la nuova emissione deve essere prezzata in modo adeguato rispetto al rischio associato all’emittente e all’intero settore.

Sebbene gli investimenti ingenti dei grandi gruppi tecnologici nell’intelligenza artificiale abbiano contribuito di recente a spingere il mercato azionario verso nuovi massimi record, l’aumento dei rendimenti obbligazionari sta alimentando il dibattito sui rischi legati alla capacità di queste società di generare profitti dagli investimenti effettuati.

I bond di emittenti stranieri in dollari australiani al livello record di 60 miliardi

Nonostante ciò, poiché le emissioni obbligazionarie delle società tecnologiche sul mercato australiano sono ancora limitate, alcuni gestori di fondi obbligazionari prevedono che le preoccupazioni relative all’ondata globale di nuovo debito avranno un impatto più contenuto sulla nuove emissione di Alphabet. «Nel nostro mercato locale, al momento abbiamo di fatto un’esposizione tecnologica pari a zero. Questa è la prima operazione del gigante Usa ed è la prima emissione di un hyperscaler», ha osservato Chamath De Silva, responsabile del reddito fisso presso Betashares, aspettandosi che Alphabet emetta complessivamente tra 4 e 6 miliardi di dollari australiani di obbligazioni.

Si prevede che quest’anno le aziende spenderanno oltre 730 miliardi di dollari principalmente nell’AI e tale esborso sta già mettendo sotto pressione i flussi di cassa. La stessa Alphabet ha registrato il suo primo free cash flow negativo nel secondo trimestre del 2026. Le vendite di obbligazioni «Kangaroo» da parte di emittenti stranieri in dollari australiani hanno raggiunto il livello record di 60 miliardi di dollari australiani (42 miliardi di dollari) da inizio anno con un aumento del 40% rispetto al 2025, come mostrano i dati Lseg relativi alle operazioni collocate a livello internazionale fino a fine luglio. (riproduzione riservata)