Ordini record oltre i cento miliardi di dollari, a fronte di un’emissione obbligazionaria attesa intorno ai 15 miliardi. La vendita multi-tranche sul mercato in dollari statunitensi di Alphabet segue di poche ore l’annuncio della società madre di Google di stare pianificando un bond «Matusalemme», cioè della durata di 100 anni, come riporta Bloomberg. L’operazione è più unica che rara per una società (per giunta di tech).
Ricorrere a questo tipo di obbligazione, tipicamente emessa da governi o istituzioni come università, può essere rischioso per una società come Alphabet, immersa nel flusso degli investimenti sull’AI, settore attorno al quale gravitano timori di bolla e incertezze sulla fattibilità degli investimenti miliardari. Ma non è la prima volta che qualcosa del genere accade: già nel 1997 Motorola aveva fatto un’operazione simile. E proprio al caso Motorola si collegano alcuni esperti, che citano il decadimento dell’azienda di tech rispetto al 1997.
Nel caso di Alphabet, l’obbligazione sarà denominata in sterline, insieme ad altre quattro tranche nella stessa valuta. Il mercato in sterline è da tempo un punto di riferimento per finanziamenti a lungo termine, sostenuto da una forte domanda da parte di fondi pensione e compagnie assicurative britanniche.
All’infuori degli emittenti governativi, anche Électricité de France, la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia in Francia, ha emesso un bond centenario. Uguale per l’Università di Oxford e per la fondazione benefica Wellcome Trust Ltd. Alphabet prevede inoltre di emettere per la prima volta obbligazioni in franchi svizzeri.
Il pacchetto in sterline comprende inoltre titoli con scadenze comprese tra tre e 32 anni, mentre l’offerta in franchi prevede bond con maturità a 3, 6, 10, 15 e 25 anni. (riproduzione riservata)