Alphabet, controllante di Google, perde il 10% nel pre-market dopo aver pubblicato i conti a mercati chiusi. Il gruppo ha registrato nel terzo trimestre ricavi per 111,2 miliardi di dollari, inferiori alle previsioni degli analisti. Anche le entrate pubblicitarie generate dal motore di ricerca, che rappresentano la metà del fatturato complessivo e sono fondamentali per finanziare gli ingenti investimenti nell’AI, sono risultate inferiori alle attese. La crescita ha inoltre rallentato al ritmo più basso degli ultimi cinque trimestri.
La performance è apparsa particolarmente debole rispetto a quella della concorrente Microsoft, che ha comunicato una crescita del business cloud superiore alle aspettative di Wall Street, riuscendo al contempo a contenere la spesa. La pressione aumenta sul ceo di Alphabet, Sundar Pichai, chiamato a giustificare oltre mille miliardi di dollari di impegni di spesa legati alle risorse necessarie per sostenere i progetti di intelligenza artificiale di Google, tra cui data center, capacità di calcolo ed energia.
«Questo trimestre sembra rappresentare un momento della verità per Alphabet: Pichai e il suo gruppo devono trovare il modo di monetizzare l’AI oppure il colosso rischia di perdere la leadership nei suoi principali business», ha scritto Thomas Monteiro, analista di Investing.com.
«Finché Google non dimostrerà di poter applicare un prezzo all’intelligenza artificiale come ha fatto in passato con gli annunci pubblicitari sulla ricerca», ha aggiunto, ogni previsione di spesa in conto capitale della società «sembrerà meno un’ambizione e più un conto da pagare».
La corsa di Google alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, sia per le proprie attività sia per i clienti, ha portato gli investimenti in conto capitale a livelli record. Il gruppo sta lavorando per rinnovare prodotti molto diffusi come il motore di ricerca, YouTube e Gmail attraverso l’integrazione dell’AI. Questi sforzi, tuttavia, non hanno ancora generato ricavi sufficienti a convincere gli investitori.
Nel terzo trimestre i ricavi complessivi delle attività Google Services si sono attestati a 96,3 miliardi di dollari, al di sotto dei 98,4 miliardi attesi. Anche le entrate pubblicitarie di YouTube, pari a 11,2 miliardi, sono risultate inferiori alle previsioni. Ad alimentare le preoccupazioni degli investitori è intervenuto anche Philipp Schindler, direttore commerciale di Alphabet, che durante la conference call sui risultat ha riconosciuto come la crescente diffusione di AI Mode, una nuova scheda integrata nella ricerca di Google, abbia pesato sui risultati. Le ricerche effettuate attraverso questa modalità hanno «una monetizzazione inferiore», ha spiegato Schindler, precisando che la società resta fiduciosa e intende introdurre più annunci pubblicitari in questa sezione del motore di ricerca.
Nel frattempo, le scommesse di Google sull’intelligenza artificiale diventano sempre più costose. Alla fine del terzo trimestre, gli impegni di spesa per risorse come capacità di calcolo ed energia ammontavano a 924 miliardi di dollari. A questi si aggiungono 152 miliardi di obbligazioni future, tra cui contratti di locazione di data center non ancora entrati in vigore, portando il totale degli impegni a oltre mille miliardi.
Per il secondo trimestre consecutivo, inoltre, Alphabet ha registrato un flusso di cassa negativo, una situazione che non si era mai verificata, fino a questo momento, da quando la società è quotata.
«La ricerca continua a generare la maggior parte della liquidità di Alphabet, e due trimestri consecutivi con un free cash flow negativo dimostrano che, allo stato attuale, i conti degli investimenti nell’AI non tornano», ha osservato Anders Bylund, analista tecnologico di The Motley Fool.
A luglio Alphabet aveva annunciato che gli investimenti in conto capitale avrebbero potuto raggiungere i 205 miliardi di dollari nel corso dell’anno, oltre il doppio rispetto al 2025. L’intelligenza artificiale richiede enormi quantità di capacità di calcolo e Google sta accelerando la costruzione di data center per soddisfare la domanda di servizi AI da parte di consumatori, aziende e dipendenti del gruppo.
A pesare sui risultati sono state anche le partecipazioni finanziarie di Alphabet, che hanno registrato una perdita di 8,7 miliardi di dollari, dovuta in larga parte all’investimento nella società aerospaziale SpaceX. L’utile per azione del terzo trimestre si è fermato a 2,12 dollari, ben al di sotto dei 2,99 dollari attesi da Wall Street.
Una nota positiva è arrivata da Google Cloud, considerato un indicatore importante della domanda per i prodotti di intelligenza artificiale e i servizi di hosting del gruppo. La divisione ha registrato ricavi per 30,7 miliardi di dollari e un utile di 11,1 miliardi, superando le stime degli analisti, rispettivamente pari a 29,1 e 9,8 miliardi. Tra i principali clienti figurano startup come Anthropic, che compete direttamente con Google nella corsa all’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni Google ha lavorato per trasformare il proprio motore di ricerca nell’era dell’intelligenza artificiale, cercando di mantenere gli utenti abituati a rivolgersi alle sue risposte mentre diventano sempre più popolari i chatbot di OpenAI e Anthropic. La società fornisce ormai risposte generate dall’AI a molte ricerche, un cambiamento che ha conseguenze rilevanti per le aziende che tradizionalmente dipendono dal traffico e dai ricavi pubblicitari generati dal motore di ricerca.
Di recente ha presentato Gemini 4, che secondo la società offre prestazioni elevate in ambiti come la programmazione e la cybersicurezza, anche se alcuni dipendenti ritengono che il gruppo non abbia ancora recuperato completamente il divario con i concorrenti.
Poche ore prima della conference call sui risultati, Google ha annunciato un ulteriore modello di intelligenza artificiale, denominato Carbon, potenzialmente in grado di rispondere alle critiche di chi chiede alla società di accelerare lo sviluppo della tecnologia. (riproduzione riservata)