Alphabet pagherà quasi il 7% sul bond australiano: rendimento record nella corsa all’AI, Robeco vede 1.000 miliardi di nuovi investimenti
Alphabet pagherà quasi il 7% sul bond australiano: rendimento record nella corsa all’AI, Robeco vede 1.000 miliardi di nuovi investimenti
La casa madre di Google lancia l’emissione in dollari australiani su più tranche. Per Robeco un’ondata di 1.000 miliardi di dollari di capex legati all’intelligenza artificiale può aumentare l’offerta di obbligazioni e mantenere elevata la volatilità sui mercati del reddito fisso

di Francesca Gerosa 19/08/2026 10:10

Ftse Mib
52.934,65 11.55.57

-0,16%

Dax 30
26.100,72 11.56.00

-0,11%

Dow Jones
53.343,40 11.57.56

-0,22%

Nasdaq
26.294,11 7.25.15

-1,33%

Euro/Dollaro
1,1604 11.40.54

+0,22%

Spread
82,75 12.10.44

+5,87

Alphabet si appresta a pagare poco meno del 7% per finanziarsi attraverso la sua prima obbligazione in dollari australiani. Si tratterebbe della cedola più alta mai pagata dalla casa madre di Google, a conferma di come la necessità di liquidità da parte degli hyperscaler in tutto il mondo stia facendo aumentare il costo del finanziamento praticamente ovunque.

Alphabet pagherà quasi il 7% sul suo primo bond australiano

Il colosso tecnologico statunitense ha lanciato l’emissione obbligazionaria in dollari australiani articolata su più tranche: a 3 tasso fisso (rendimento del 5,245%), 5 anni tasso fisso (5,553%), 10 anni tasso fisso (6,260%) e 20 anni a tasso fisso. Secondo le indicazioni arrivate a Bloomberg da Australia & New Zealand Banking Group (Anz), una delle banche che guidano l’operazione, il rendimento della tranche a 20 anni, la più lunga, è indicato al 6,95%. Il prezzo finale potrebbe, tuttavia, essere diverso.

Gli elevati costi di finanziamento che Alphabet si trova ad affrontare riflettono più che altro i rendimenti ai massimi da diversi decenni osservati questa settimana sui mercati globali, piuttosto che la solidità creditizia del colosso statunitense, che vanta il secondo miglior rating creditizio (AA+) da parte di S&P Global Ratings. Le obbligazioni corporate di solito vengono prezzate con uno spread rispetto ai titoli di Stato. Di conseguenza, quando aumentano i costi di finanziamento dei governi, generalmente aumentano anche quelli delle aziende. Questa settimana i rendimenti dei Treasury Usa a 30 anni sono saliti al livello più alto dal 2007. Per la tranche a 20 anni dell’emissione australiana, secondo Anz, Alphabet pagherà uno spread di 180 punti base rispetto al benchmark locale.

Alphabet è seconda ad Amazon nel 2026 per quantità di finanziamenti raccolti

La ripresa dell’inflazione e l’enorme quantità di debito che governi e grandi aziende tecnologiche stanno emettendo per finanziare le proprie ambizioni nel campo dell’intelligenza artificiale stanno alimentando i timori sulla capacità degli investitori di assorbire tutta questa nuova offerta obbligazionaria, facendo così aumentare i costi di finanziamento.

Tra le grandi società statunitensi, Alphabet è seconda soltanto ad Amazon nel 2026 per quantità di finanziamenti raccolti sui mercati obbligazionari globali attraverso emissioni in diverse valute. Secondo ANZ, Alphabet punta a raccogliere fino a 5,5 miliardi di dollari australiani (3,9 miliardi di dollari Usa) con quest’ultima operazione. La domanda degli investitori ha già superato i 20 miliardi di dollari australiani, 20,24 miliardi per la precisione. 

1.000 miliardi di investimenti nell’AI possono aumentare l’offerta di bond

I grandi hyperscaler dell’AI sono «quasi insensibili al costo del finanziamento», considerata la portata dei loro piani di espansione. Questo sta contribuendo ad aumentare l’offerta di obbligazioni a lunga scadenza, oltre alle emissioni di titoli di Stato negli Stati Uniti, in Giappone e altrove, ha dichiarato Thu Ha Chow, Head of Fixed Income Asia di Robeco, in un’intervista a Bloomberg Television.

Mentre i giganti tecnologici fanno a gara per finanziare le infrastrutture necessarie, secondo la responsabile del reddito fisso di Robeco per l’Asia, un’ondata di 1.000 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale potrebbe aumentare l’offerta di obbligazioni e mantenere elevata la volatilità sui mercati del reddito fisso.

Gran parte di questa spesa verrebbe finanziata attraverso il mercato obbligazionario, ha spiegato Chow. Gli emittenti con rating elevato stanno offrendo spread interessanti, attirando gli investitori più sensibili ai prezzi lontano da altri asset, compresi i Treasury statunitensi.

«Continuiamo a ritenere che ci saranno ancora circa 1.000 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale, e questi dovranno essere finanziati», ha previsto Chow. Sebbene la maggior parte di questi finanziamenti sembri destinata ad arrivare dal mercato obbligazionario, una maggior diversificazione verso il finanziamento azionario potrebbe contribuire ad attenuare parte della pressione sull’offerta di bond.

Dall’inizio dell’anno le società con rating investment grade hanno emesso quasi 1.500 miliardi di dollari di obbligazioni, il 36% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e sono quindi sulla buona strada per superare il precedente record stabilito nel 2020. Questo può esercitare pressione al rialzo sui rendimenti, soprattutto sulle scadenze lunghe. Ed è proprio per questo che Chow preferisce le obbligazioni a breve scadenza. (riproduzione riservata)