Alphabet debutta in Giappone e batte Berkshire Hathaway con maxi bond da 576 miliardi di yen
Alphabet debutta in Giappone e batte Berkshire Hathaway con maxi bond da 576 miliardi di yen
La casa madre di Google colloca un bond multi-tranche in yen. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi salgono a livelli record

di Francesca Gerosa 15/05/2026 09:35

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Alphabet sceglie lo yen come palcoscenico della sua ultima mossa finanziaria: 576,5 miliardi di yen (3,6 miliardi di dollari) raccolti nella più grande emissione obbligazionaria mai realizzata da una società non giapponese. L'emissione supera, infatti, il precedente record stabilito nel 2019 dalla Berkshire Hathaway di Warren Buffett che aveva raccolto 430 miliardi di yen.

Boom di emissioni in yen da parte di emittenti non giapponesi

L’ultimo segnale di una trasformazione profonda: la corsa miliardaria delle big tech per finanziare l’espansione dell’intelligenza artificiale sta ridisegnando le rotte globali dei capitali. Ma anche la conferma che le multinazionali straniere stanno guardando sempre più al mercato obbligazionario giapponese per diversificare le fonti di finanziamento, infatti le emissioni in yen da parte di emittenti non giapponesi sono aumentate di oltre il 280% quest’anno, raggiungendo quota 1.600 miliardi di yen, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

Alphabet debutta in Giappone e batte Berkshire Hathaway

Più nel dettaglio, la casa madre di Google ha debuttato sul mercato obbligazionario giapponese con un bond multi-tranche, in un momento in cui la domanda degli investitori nipponici di rendimento incontra il fabbisogno in aumento delle big tech di finanziare data center e infrastrutture AI sempre più costose. L’emissione inaugurale in yen del colosso di Internet ha scadenze comprese tra 3 e 40 anni con cedole che variano dall'1,965% al 4,599%.

In particolare la tranche decennale offre una cedola del 3,189%, decisamente superiore al rendimento del 2,7% del titolo di Stato giapponese con la stessa scadenza. I bond governativi giapponesi stanno vivendo una volatilità senza precedenti dopo l’abbandono da parte della Bank of Japan di decenni di politica monetaria ultra-accomodante.

I rendimenti giapponesi salgono a livelli record per i timori di inflazione

Il 15 maggio il rendimento del titolo di Stato giapponese a 30 anni è salito al 4% per la prima volta dal suo debutto nel 1999, mentre il tasso sul titolo a 20 anni ha raggiunto il livello più alto dal 1996. Anche il rendimento del bond a 40 anni ha toccato il massimo dalla sua introduzione nel 2007. Il forte aumento dei prezzi dell’energia legato al conflitto in Iran ha alimentato l’inflazione, spingendo al rialzo i costi di finanziamento a livello globale.

In Giappone, l’aumento dei rendimenti riflette anche le preoccupazioni sulla politica fiscale del Paese, dopo le notizie secondo cui il governo starebbe valutando un bilancio aggiuntivo, anche se il ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha ribadito che al momento non lo ritiene necessario e ha aggiunto che il recente aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi rientra in un più ampio trend globale.

La casa madre di Google ha raccolto quasi 60 miliardi di dollari

È l’ultima obbligazione di una serie di emissioni con cui Alphabet ha raccolto quasi 60 miliardi di dollari. All’inizio di maggio, la società ha piazzato obbligazioni in euro con l’ammontare più elevato della sua storia e le sue prime obbligazioni in dollari canadesi, raccogliendo quasi 17 miliardi di dollari. In precedenza ha, inoltre, collocato obbligazioni in sterline e franchi svizzeri, anch’esse emissioni inaugurali in queste valute, insieme a una in dollari statunitensi. Le emissioni inaugurali offrono generalmente spread più ampi, pagare un premio in quest’occasione può stimolare la domanda degli investitori per operazioni future.

La maxi emissione di Alphabet potrebbe anche incoraggiare altre grandi società a raccogliere fondi sul mercato giapponese. La Berkshire Hathaway, che ha fatto nuovamente ricorso al mercato del debito in yen ad aprile, è un emittente abituale sin dalla sua prima emissione obbligazionaria in yen nel 2019. La raccolta di capitale potrebbe, infine, alimentare le aspettative di un rafforzamento della presenza del gigante Usa in Giappone. (riproduzione riservata)