Alleanza Assicurazioni, ecco obiettivi e strategia dopo la fusione in Generali Italia. Parla l’ad Marco Oddone
Alleanza Assicurazioni, ecco obiettivi e strategia dopo la fusione in Generali Italia. Parla l’ad Marco Oddone
Lo storico marchio nato 128 anni fa continuerà a essere valorizzato, dice il nuovo amministratore delegato e  il modello di business non muterà. Spinta sull’accordo con Banca Generali e sulla salute

di di Anna Messia 09/10/2026 20:00

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Lo storico marchio Alleanza Assicurazioni continuerà a essere valorizzato anche dopo l’integrazione in Generali Italia e il dna della rete che, da 128 anni, risponde ai bisogni finanziari e alla gestione del risparmio delle famiglie italiane, non cambierà. Parola di Marco Oddone, da fine settembre nuovo amministratore delegato di Alleanza.

Il modello vincente che ha consentito alla compagnia, presieduta negli anni ‘90 da un manager del calibro di Alfonso Desiata e arrivata oggi a 2 milioni di clienti e 79 miliardi di asset in gestione, «resterà tale». La ragione della fusione in Generali, che già controllava l'assicurazione al 100%, «è stata l’ottimizzazione della gestione del capitale», aggiunge. Alleanza, organizzata a questo punto sotto forma di divisione, continuerà a crescere grazie «alla distribuzione da parte dei suoi 10 mila consulenti di un’offerta integrata sempre più innovativa e anche dei prodotti di Banca Generali», il cosiddetto insurbanking come pure allo sviluppo della bancassurance. Perché dal 2025 ad Alleanza fanno capo gli accordi bancari del gruppo e il risiko in atto nel settore bancario, che vede al centro della contesa Generali, potrebbe in futuro allargare l’orizzonte.

Domanda. Clienti, e lavoratori si domandano se ci saranno o meno conseguenze. Cosa cambierà con la fusione in Generali Italia?

Risposta. Il business model rimarrà lo stesso, a partire dall’autonomia e dalla caratterizzazione dell’offerta personalizzata per i clienti di Alleanza. Il coordinamento esiste già da tempo, in diversi ambiti dell’organizzazione, dai controlli alla compliance, dal legal ai prodotti. Nulla cambierà per quanto riguarda la distribuzione quindi, ma la fusione migliorerà la gestione del capitale a partire da un passaggio fiscale in meno nella distribuzione del dividendo di Alleanza.

D. A proposito di dividendo, quello pagato dalla compagnia alla capogruppo a valere sul bilancio 2025, primo anno del nuovo piano strategico triennale, è stato di 720 milioni. Quali sono le prospettive per il 2026?
R. I numeri sono in crescita e siamo in linea con gli obiettivi del piano. I primi sei mesi dell’anno si sono chiusi con risultati più che positivi: superiamo i 5 miliardi di raccolta, con premi protection che superano i 300 milioni, trainati soprattutto dal segmento salute, in crescita del 12%. Alleanza non è più solo polizze Vita, ramo nel quale siamo i terzi operatori di mercato. Abbiamo lo stesso ranking nelle polizze di previdenza integrativa e siamo tra i primi dieci nel comparto infortuni e salute.

D. Quali sono invece i risultati sul fronte dell’offerta bancaria in agenzia, con il progetto insurbanking avviato con Banca Generali?

R. Con il progetto Next, a un anno dal lancio, abbiamo oggi 3 mila consulenti private advisor abilitati all’offerta dei prodotti bancari e saliranno a 4 mila entro il 2030, ed è stata avviata la distribuzione di conti correnti grazie alla partnership con la banca. In 8 mesi, abbiamo distribuito 11 mila conti correnti. Una media di oltre 1.300 conti al mese e l’obiettivo, entro l’anno, è arrivare a 15 mila. La rete Alleanza distribuisce anche Stile Unico, che integra protezione e investimento, con il conto unico e la polizza multiramo ad alto contenuto finanziario. A oggi siamo a 350 milioni di raccolta. Puntiamo a 500 milioni entro l’anno.

D. Alleanza, dopo l’integrazione di Genertellife, è anche il punto di contatto per i contratti di bancassicurazione del gruppo in Italia. Quali sono le potenzialità?

R. È un business in crescita. Tra i distributori di Alleanza ci sono Mediobanca Premier e la Cassa di Risparmio di Ravenna come pure Banca Sella e la piattaforma Firstance, intermediario specializzato nel private Life Insurance e continuiamo a guardare a nuovi potenziali accordi. (riproduzione riservata)