Allarme stagflazione nell’Eurozona. Gli indici Pmi: crescita vicino a zero e inflazione verso il 3%. L’impatto sui tassi Bce
Allarme stagflazione nell’Eurozona. Gli indici Pmi: crescita vicino a zero e inflazione verso il 3%. L’impatto sui tassi Bce
L’indice composito dell’area scende a marzo ai minimi da dieci mesi a 50,5, da 51,9 di febbraio. Il pil è in frenata e potrebbe fermarsi del tutto. I costi di produzione delle aziende stanno salendo. Ancora stallo sull’euro digitale

di Francesco Ninfole 24/03/2026 21:00

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L’impatto della guerra in Medio Oriente arriva all’economia europea, con crescenti rischi di stagflazione per l’area. È quanto emerge dall’indice Pmi (Purchasing Managers' Index) di marzo per l’Eurozona, che è calato ai minimi da dieci mesi a quota 50,5, poco sopra la soglia che separa la crescita dalla contrazione, da 51,9 di febbraio.

Il pil è in frenata e potrebbe fermarsi del tutto. Nello stesso tempo, secondo l’indagine di S&P Global, i costi di produzione delle imprese stanno accelerando al ritmo più sostenuto degli ultimi tre anni, a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia e dei problemi nelle catene produttive provocati dalla guerra.

L’analisi S&P

Questo scenario è compatibile, secondo S&P Global, con una crescita trimestrale dello 0,1% nell’Eurozona (una sostanziale stagnazione) e un’inflazione in aumento verso il 3%. La fiducia delle aziende è in netto calo, con una flessione mensile paragonabile solo a quella osservata dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

«L’indice Pmi dell’Eurozona sta lanciando un allarme stagflazione», ha commentato Chris Williamson, capoeconomista di S&P Global. «L’outlook dipende dalla durata della guerra e da qualsiasi potenziale impatto duraturo sull’energia e sulle catene di approvvigionamento, ma i dati sottolineano che la Bce non si trova più in una “buona posizione” per quanto riguarda la crescita e l’inflazione, e dovrà seguire un percorso cauto in materia di politica monetaria di fronte a un rischio chiaro e crescente di stagflazione nei prossimi mesi».

I tassi Bce

La banca centrale è attenta alle conseguenze dirette e indirette della guerra sull’economia dell’Eurozona. Un aumento dei tassi nella prossima riunione di aprile è scontato al 70% dai mercati che vedono in tutto tre rialzi quest’anno.

«Non prevediamo una stagflazione ma i rischi si stanno muovendo in quella direzione, perciò dobbiamo essere vigili e agili», ha detto Boris Vujcic, banchiere centrale croato e prossimo vicepresidente della Bce.

Il dibattito sull'euro digitale al Parlamento Ue

Intanto Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo Bce, ha ribadito al Parlamento Ue l’importanza di trovare una soluzione rapida sul testo legislativo dell’euro digitale.

I lavori restano bloccati a causa del relatore parlamentare Fernando Navarrete (Ppe), forte critico dell’euro digitale, che continua a sostenere solo la versione offline del progetto.

«Ogni ulteriore ritardo rischia di indebolire la sovranità monetaria e tecnologica europea», ha detto Pasquale Tridico, relatore ombra del Parlamento sulla materia.

La Bce potrebbe presentare entro l’estate novità sugli standard dell’euro digitale. Ma uno slittamento dei tempi da parte di Bruxelles rallenterebbe l’avvio del progetto. (riproduzione riservata)