Nell’Eurozona, complice la guerra in Iran, si è verificata la peggiore stretta sul credito dal terzo trimestre del 2023. A rivelarlo è l’indagine della Bce sui prestiti bancari del primo trimestre del 2026, documento da cui emerge un ulteriore inasprimento netto degli standard di credito per i finanziamenti e le linee di credito alle imprese. La stretta è andata oltre le attese, sopra anche la media storica.
Dietro il fenomeno ci sono i timori sulle prospettive economiche e la minore propensione al rischio delle banche, dovuta al caro carburante provocato dalla guerra in Iran. In un’apposita domanda aperta, gli istituti hanno risposto che gli sviluppi geopolitici ed energetici hanno esercitato una pressione in senso restrittivo. Così alcune banche hanno segnalato un ulteriore inasprimento legato all’esposizione verso le imprese ad alta intensità energetica e il Medio Oriente.
Nell’Eurozona, però, il quadro non è identico. Tra i Paesi con le economie più grandi, sono soprattutto le banche di Spagna, Francia e Germania a evidenziare standard di credito più rigorosi per le aziende. Non quelle dell’Italia, che non hanno modificato gli standard di credito.
Il problema è che il fenomeno, iniziato a metà 2025, proseguirà anche nel secondo trimestre del 2026: per i prossimi mesi le banche dell’Area Euro prevedono un inasprimento netto più diffuso e marcato dei criteri di concessione del credito alle imprese (19%). (riproduzione riservata)