Alfonso Signorini ha respinto le accuse di violenza sessuale ed estorsione contenute nella denuncia dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Il conduttore e giornalista si è presentato spontaneamente il 7 gennaio davanti ai pm di Milano, che indagano sulla vicenda, assistito dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello.
Signorini, sentito dai pm per oltre tre ore, ha fornito dichiarazioni spontanee e risposto alle domande, confermando una versione completamente in contrasto con le accuse di Medugno, rivendicando la sua correttezza e professionalità e parlando anche del tema delle chat.
La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola e con i pm Alessandro Gobbis e Letizia Mannella del pool di reati sessuali, aveva aperto l’indagine il 30 dicembre scorso, a seguito della querela presentata dai legali di Medugno, Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella.
La vicenda era emersa dopo le dichiarazioni di Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo, in cui l’ex agente fotografico accusava Signorini di aver gestito un presunto «sistema» di favori sessuali nei confronti di alcuni partecipanti o aspiranti concorrenti del Grande Fratello Vip. In seguito a queste accuse, Signorini si è autosospeso dai suoi impegni con Mediaset, tra cui la conduzione del programma. Anche Corona, il 23 dicembre scorso, è stato ascoltato, sempre da indagato e su sua richiesta, e iscritto per revenge porn sulla base della denuncia di Signorini.
Il fascicolo sul revenge porn, che aveva portato al sequestro di chat, foto e video, ha consentito a Medugno di presentare la denuncia, mentre anche l’ex concorrente Gianluca Costantino ha dichiarato di valutare la possibilità di querelare il conduttore.
«Mi sono fidato ciecamente del mio vecchio manager e ho minimizzato tutto, perché manipolato a credere fosse giusto così», aveva raccontato Medugno, che sarà presto ascoltato dai pm secondo le procedure previste dal codice rosso.
Gli inquirenti, dopo aver raccolto tutte le versioni e completato gli accertamenti tecnici, valuteranno eventuali sviluppi e l’eventuale ampliamento dell’indagine.
Intanto qualche giorno fa è arrivata la richiesta da parte dei legali di Signorini ai giganti del web di bloccare ed oscurare le ricostruzioni fatte da Fabrizio Corona su YouTube e rimbalzate con un clamoroso ‘effetto valanga’ sui social. «I colossi del Web blocchino le ricostruzioni diffamatorie fatte da Corona su Alfonso Signorini. Infangano la sua reputazione», hanno dichiarato gli avvocati del conduttore e giornalista. La richiesta dei legali di Signorini parte da argomentazione netta: la diffusione di chat e messaggi privati del giornalista sono di «provenienza illecita» e hanno contribuito ad infangare la sua «onorabilità» e la sua «reputazione». (riproduzione riservata)