Aiuti di Stato: Ue apre alla flessibilità per la crisi in Medio Oriente, ma non cede sul Patto di Stabilità
Aiuti di Stato: Ue apre alla flessibilità per la crisi in Medio Oriente, ma non cede sul Patto di Stabilità
Bruxelles vara il nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato in vigore fino al 2026: compensazioni fino al 70% per i costi extra di energia e carburanti. Resta però il muro della Commissione sulla sospensione del Patto chiesta dall’Italia 

di Anna Di Rocco 29/04/2026 13:10

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La Commissione europea apre alla flessibilità sugli aiuti di Stato per fronteggiare gli effetti della crisi in Medio Oriente, ma resta rigida sul fronte dei conti pubblici. Lo fa trovando una via che consente agli Stati membri di sostenere imprese e settori energivori, senza però concedere – almeno per ora – la sospensione del Patto di Stabilità (richiesta tra gli altri dall’Italia).

Rispondendo alle indicazioni dell’ultimo Consiglio europeo, la Commissione ha adottato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato (in vigore fino al 31 dicembre 2026) che punta a tamponare l’impatto dell’impennata dei prezzi energetici su agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica. Si tratta di una risposta mirata, sulla scia delle misure già viste durante la crisi ucraina, ma con un perimetro più circoscritto e una durata definita.

Compensazioni fino al 70% per i costi energetici delle imprese

Nel dettaglio, Bruxelles consente agli Stati membri di compensare fino al 70% dei costi extra sostenuti dalle imprese per l’aumento dei prezzi di carburanti e fertilizzanti. Il calcolo sarà basato sulla differenza tra i prezzi correnti e quelli storici, applicata ai consumi effettivi o pre-crisi. Per semplificare l’accesso, è prevista anche una soglia standardizzata: fino a 50 mila euro per beneficiario senza necessità di documentazione dettagliata.

Sul fronte industriale, il quadro introduce maggiore flessibilità anche per le aziende energivore. L’intensità degli aiuti per l’elettricità potrà salire dal 50% al 70% del costo, coprendo fino alla metà dei consumi. Una misura rilevante soprattutto per i comparti più esposti – dalla siderurgia alla chimica – che negli ultimi mesi hanno subito nuove tensioni sui prezzi dell’energia.

«Le recenti impennate dei prezzi dell’energia richiedono una risposta immediata», ha spiegato la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, sottolineando che il quadro offrirà «soluzioni facilmente applicabili» per sostenere i settori chiave. La Commissione lascia inoltre aperta la porta a interventi caso per caso, inclusi sussidi temporanei al gas per la produzione elettrica. (riproduzione riservata)