Aipb, il private banking italiano nel primo semestre supera l’obiettivo delle masse per l’intero 2026
Aipb, il private banking italiano nel primo semestre supera l’obiettivo delle masse per l’intero 2026
Al 30 giugno 2026 sono stati raggiunti i 1.524 miliardi di euro di masse. La crescita è stata sostenuta da circa 50 miliardi di euro di effetto mercato e da 42 miliardi di raccolta netta

di Andrea Bonfiglio 12/10/2026 18:45

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Il private banking italiano non teme l'incertezza macroeconomica, anzi: grazie alla capacità di attrarre capitali, l'industria al termine del primo semestre aveva già superato l'obiettivo di masse prefissato per l'intero esercizio. È quanto emerge dai dati consuntivi al 30 giugno 2026 del mercato servito, rilevati dal Centro Studi dell'Associazione Italiana Private Banking (Aipb).

Masse in crescita

Al 30 giugno 2026 sono stati raggiunti i 1.524 miliardi di euro di masse - un risultato che consente al settore di superare con sei mesi di anticipo le previsioni per l'intero 2026, che vedevano le masse pari a 1.490 miliardi di euro, grazie alla crescita del 7,8% nel secondo trimestre rispetto al primo. Nel complesso, nel primo semestre la crescita è stata sostenuta da circa 50 miliardi di euro di effetto mercato e da 42 miliardi di raccolta netta, oltre al contributo dei cambiamenti organizzativi.

Superata l’incertezza del primo trimestre

Il semestre ha viaggiato a due velocità diverse: nei primi tre mesi dell'anno, con la maggiore volatilità e incertezza geopolitica, il settore era rimasto pressoché stabile (-0,1% t/t) e la raccolta positiva aveva compensato solo in parte il contributo negativo dei mercati finanziari. Tra aprile e giugno, l'Associazione evidenzia un netto cambio di passo, con l'effetto mercato che passa da -23 miliardi nel primo trimestre a +73 miliardi nel secondo, mentre la raccolta netta accelera da 17 a 25 miliardi di euro. Questo recupero avviene in un quadro geopolitico ancora incerto, ma con mercati azionari in forte rialzo, e interessa tutti i comparti dei portafogli Private. Più nel dettaglio, sono la raccolta amministrata e gestita a mostrare le dinamiche più sostenute, con una crescita del 9,6% per entrambe. A fine giugno, rappresentano insieme oltre i due terzi delle masse del mercato servito. Per entrambi i comparti, la crescita è sostenuta soprattutto dalla valorizzazione degli asset, in linea con il recupero dei mercati.

Bene la raccolta anche grazie al Btp Italia Sì 

In parallelo, la raccolta netta resta positiva in tutti i principali comparti e l'amministrata registra circa 11 miliardi di euro di nuova raccolta, il contributo più elevato del trimestre. Positivi e in rafforzamento anche i flussi verso fondi comuni e gestioni patrimoniali. Alla vivacità dell'amministrato ha contribuito il collocamento del Btp Italia Sì (8,8 miliardi di euro a giugno): secondo i dati diffusi dal Tesoro, la partecipazione degli investitori Retail è stata stimata al 67% e circa un terzo al Private Banking.

Grande successo per fondi comuni e azioni

A guidare la crescita dei due comparti più dinamici, invece, sono soprattutto fondi comuni e azioni. Nel gestito, i fondi comuni registrano l'incremento più consistente dell'intero asset mix, con circa 31 miliardi di euro di masse in più nel trimestre, seguiti dalle gestioni patrimoniali, in aumento di circa 15 miliardi. Nell'amministrata, sono invece le azioni a trainare la crescita, con circa 23 miliardi di euro di masse in più. Prosegue anche l'aumento della componente obbligazionaria, che cresce di circa 12 miliardi nel trimestre. Bene anche Etf/Etn/Etc: pur rappresentando ancora una quota contenuta dei portafogli Private, le masse investite in questi strumenti aumentano di circa 5,5 miliardi di euro nel trimestre.

Ragaini (Aipb): capaci di attrarre nuovi patrimoni

"Il dato di giugno è significativo perché arriva al termine di un semestre molto diverso nelle sue due fasi. Nei primi mesi dell'anno la raccolta ha sostenuto il settore anche quando i mercati non aiutavano", commenta il presidente dell'Aipb, Andrea Ragaini. "Nel secondo trimestre il recupero delle quotazioni si è accompagnato a un'ulteriore accelerazione dei nuovi flussi. La crescita non riflette quindi soltanto la valorizzazione dei portafogli, ma anche la capacità del Private Banking di continuare ad attrarre nuovi patrimoni". (riproduzione riservata)