È ora di passare all’incasso sui data center. Negli Usa le società che li costruiscono sono pronte a capitalizzare il boom di queste infrastrutture fondamentali per sviluppare l’AI. Secondo il Wall Street Jorunal i produttori e i gestori di data center di tutti gli Stati Uniti sono al lavoro con le banche per vendere quote di maggioranza delle loro società. Il valore ipotizzato è di decine di miliardi di dollari e le transazioni dovrebbero chiudersi entro l’estate.
Gli advisor stanno cercando di cedere quote di società come Netrality Data Centers , DataBank, Edged ed EdgeCore Digital Infrastructure. Sono già in corso i contatti con i private equity, attratti dalla domanda inarrestabile di potenza di calcolo. Ma dietro il fenomeno non c’è solo la voglia di passare all’incasso. I costi per costruire un data center sono in continua crescita vista la carenza di manodopera specializzata e dei materiali necessari per sviluppare questo genere di infrastrutture.
Per dare qualche numero, il ceo di Nvidia Jensen Huang stima che il prezzo di un gigawatt di nuova potenza di calcolo potrebbe arrivare presto a 80-100 miliardi di dollari. Quindi i costruttori di data center hanno bisogno di nuovi investitori per finanziare la prossima fase di espansione in vista della crescita sempre più esponenziale dell’AI.
Tra le maggiori operazioni allo studio c’è la vendita di una quota di maggioranza di DataBank, società di Dallas, che potrebbe valere 25 miliardi di dollari. E in generale tra i private equity interessati ai data center c’è Kkr, già noto in Italia per le sue operazioni nelle infrastrutture, come l’acquisto della rete di Tim insieme al Mef.
Il trend comunque non è nuovo, ma sta solo subendo un’accelerazione. Ad aprile Blackstone aveva comprato il 49% in Rowan Digital Infrastructure, società di sviluppo di infrastrutture hyperscale sostenuta da Quinbrook Infrastructure Partners. Mentre nel 2025 un consorzio guidato da Gip di BlackRock e Mgx ha comprato Aligned Data Centers per 40 miliardi, la più grande operazione nel settore dei data center di sempre. (riproduzione riservata)