La Banca d’Italia mette in guardia le piccole e medie banche sui modelli avanzati dell’AI, come Mythos di Anthropic. Gli istituti meno significativi (Lsi o Less Significant Institutions), vigilati direttamente da Via Nazionale, dovranno preparare entro il 31 dicembre «una relazione che rappresenti il livello attuale di esposizione al rischio e l’adeguatezza dei presidi esistenti, individui le principali carenze e le relative priorità di intervento nonché definisca un piano di lavoro con l’indicazione delle azioni, dei tempi e degli investimenti necessari».
Il piano dovrà essere «proporzionato al profilo di rischio e alla complessità dei servizi dell’intermediario» e dovrà anche definire le modalità con cui il consiglio di amministrazione verificherà l’avanzamento dei lavori.
È quanto emerge in una comunicazione di Bankitalia rivolta alle Lsi (inclusa Bancoposta) e a istituti di pagamento e di moneta elettronica, imprese di investimento, fornitori di servizi per le cripto-attività e società di gestione.
Il tema dell’AI è stato approfondito, sia a livello economico che per le ricadute nel settore finanziario, dal governatore Fabio Panetta nelle ultime Considerazioni Finali.
Bce e Bankitalia hanno avviato contatti con le maggiori società AI. Nei giorni scorsi la Vigilanza di Francoforte ha organizzato una riunione specifica sul tema AI, ha inviato una lettera ai ceo e ha chiesto alle maggiori banche europee di definire un piano d’azione entro fine ottobre.
Secondo quanto indicato da Bankitalia, la relazione dovrà essere avviata dalle Lsi in una riunione specifica del cda, in seduta congiunta con il collegio sindacale, nella quale saranno esaminate le richieste dei supervisori.
Via Nazionale ha osservato che le nuove tecnologie, e in particolare i sistemi di intelligenza artificiale, stanno «trasformando il panorama della cybersicurezza» e «ponendo nuove sfide per le loro possibili implicazioni per la riservatezza, l’integrità e la resilienza dei sistemi informatici».
In particolare, per Bankitalia, i modelli più recenti hanno la capacità di «identificare le vulnerabilità dei sistemi software» e «generare modalità di sfruttamento in tempi estremamente ridotti e senza la necessità di specifiche competenze tecniche».
Ciò comporta «una sensibile riduzione dell’intervallo temporale tra l’individuazione delle vulnerabilità e il loro sfruttamento, con conseguente incremento dei rischi di subire attacchi cyber».
Le nuove tecnologie di intelligenza artificiale potrebbero così «accrescere l’asimmetria fra attaccanti e difensori, a scapito di questi ultimi».
In questo contesto, ha aggiunto Bankitalia, il rafforzamento della resilienza digitale rappresenta una «condizione essenziale per assicurare la continuità aziendale e la capacità di offrire servizi finanziari affidabili».
Le piccole e medie banche (che hanno risorse più limitate rispetto ai grandi gruppi) devono lavorare in alcuni ambiti, secondo Bankitalia. In tema di governance, devono assicurare «una chiara e puntuale attribuzione delle responsabilità», controllando anche i fornitori esterni, mentre l’organo di amministrazione deve avere «adeguate competenze tecnologiche» e un «budget adeguato».
Inoltre gli istituti devono migliorare la gestione degli aggiornamenti (patch), identificare le anomalie in tempo reale, modernizzare le infrastrutture e rafforzare i test di resilienza operativa digitale.
Intanto un rapporto separato di Bankitalia ha segnalato un calo delle frodi sui bonifici instantanei grazie anche al funzionamento di misure come la verifica dell'Iban del beneficiario. (riproduzione riservata)