Agnelli-Elkann accelerano su AI, guida autonoma e chip: come cambia il portafoglio di Lingotto
Agnelli-Elkann accelerano su AI, guida autonoma e chip: come cambia il portafoglio di Lingotto
Il valore del fondo di investimento cresce del 4,25% a 5,64 miliardi di dollari nel quarto trimestre. L’esposizione ai titoli tecnologici e all’intelligenza artificiale sale a 671,8 milioni di dollari, pari al 12% del totale degli asset gestiti

di Mario Olivari  16/02/2026 17:32

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Gli Agnelli-Elkann accelerano su AI, guida autonoma e transizione energetica, scommettendo sull’infrastruttura tecnologica dell’economia del futuro. È la fotografia che emerge dall’ultimo Form 13F depositato il 10 febbraio presso la Sec da Lingotto, fondo di investimento del gruppo Exor, che nel quarto trimestre 2025 evidenzia un portafoglio di 5,64 miliardi di dollari, in crescita del 4,25% rispetto ai 5,41 miliardi del trimestre precedente.

L’aumento dell’esposizione ai titoli tecnologici e all’intelligenza artificiale cresce di 147,7 milioni a 671,8 milioni di dollari, e si attesta a circa il 12% del totale. In quest’ottica, resta centrale il posizionamento sui semiconduttori: le quote di Nvidia e Taiwan Semiconductor risultano in aumento del 34% rispettivamente a circa 96 e 83,5 milioni di dollari.

Non meno rilevante, sempre nella filiera AI, l’investimento da 2,64 milioni di dollari nell’azienda produttrice di infrastrutture digitali critiche per le applicazioni dei data center, Vertiv Holdings.

Rafforzata la scommessa su guida autonoma e innovazione sanitaria

In parallelo, Lingotto rafforza la scommessa sulla tecnologia della guida autonoma: la partecipazione in Pony AI registra un balzo del 72,5% a 59,5 milioni di dollari, mentre salgono anche le quote in Tesla e Aurora Innovation, incrementate rispettivamente del 33,7% e del 34% a 26,44 e 31,3 milioni di dollari.

Il fondo di investimento di Exor punta sulla tecnologia in senso trasversale. In questa chiave va letta la crescita dell’esposizione alle aziende che applicano l’innovazione al comparto sanitario: la partecipazione in Intuitive Surgical aumenta del 40% a poco più di 61 milioni di dollari, mentre l’investimento in Tempus AI sale di oltre il 46% a 67,5 milioni. Sul fronte biotech, il valore della quota in Moderna cresce del 33,7% a 14,7 milioni di dollari rispetto al trimestre precedente.

L’investimento in Alibaba 

Non manca un ritorno selettivo sull’e-commerce globale. Lingotto riapre una finestra tattica sulla Cina con una posizione da 2,5 milioni di dollari in Alibaba e incrementa del 34% l’investimento in MercadoLibre a circa 40,6 milioni, migliorando l’esposizione alle piattaforme digitali nei mercati emergenti.

Sul fronte software e infrastrutture digitali, viene rafforza anche l’esposizione nel software enterprise/cloud in due segmenti differenti: aumenta del 518% a 43,7 milioni di dollari dell’investimento in ServiceNow e del 21,6% a 42,96 milioni di dollari in Microsoft.

Non manca il focus su un altro settore fondamentale per l’economia digitale quale la cibersecurity, con l’apertura di una posizione da circa 34,63 milioni di dollari in Cloudflare, player di primo livello nella sicurezza cloud e di rete.

Transizione energetica e posizioni smantellate

Nell'ambito della transizione energetica emerge l’investimento da 4,48 e 1,4 milioni di dollari rispettivamente in SunRun ed EnergyFuel, la prima attiva nel solare residenziale e nei sistemi di accumulo domestico, specializzata in installazione e gestione di impianti fotovoltaici per abitazioni e la seconda specializzata in uranio, terre rare e minerali critici.

Nello stesso tempo, la partecipazione in Harmony Gold Mining è stata più che dimezzata (-56,8%), segnale di una decisa uscita dal settore minerario aurifero. Lingotto ha liquidato anche le posizioni da circa 6 e 5,26 milioni di dollari, rispettivamente, in Uber e nella piattaforma statunitense di scommesse sportive online e gaming digitale DraftKings.

Il portafoglio rimane concentrato

Nonostante questo dinamismo, il portafoglio mantiene una forte  concentrazione nei suoi pilastri storici. Carvana - piattaforma statunitense di e-commerce per la vendita di auto usate, diventata negli ultimi anni anche una meme stock per la forte volatilità e l’elevata esposizione verso l’azione degli investitori retail - rimane la prima holding con un valore di 1,2 miliardi di dollari e vale circa il 21,36% del totale degli asset in gestione, sebbene le quote siano state ridotte del 7,7%.

Seguono Teva Pharmaceutical, il cui valore sfiora 887 milioni di dollari, pari al 15,73% del portafoglio, e Paramount Skydance, che nonostante la contrazione da 890,9 milioni di dollari del terzo trimestre a 632 milioni del quarto trimestre, rappresenta l’11,2% degli asset in gestione. (riproduzione riservata)