Nel mercato dei Treasury americani ci sono dei protagonisti sempre più ingombranti: gli hedge fund. I fondi speculativi detengono una quota crescente dei bond statunitensi, un mondo da quasi 30.000 miliardi di dollari di cui circa 2.000 miliardi in mano proprio agli hedge a fine 2025, secondo i dati dell’Office of Financial Research riportati da Cnbc. In cinque anni il bottino dei fondi è triplicato.
Il calcolo parte dai 28.900 miliardi di dollari di debito americano negoziabile sul mercato secondario. La quota degli hedge fund su questo totale a fine 2025 era intorno al 7%, un record. E la tendenza prosegue: secondo la Federal Reserve, nel primo semestre 2026 gli hedge fund hanno effettuato acquisti netti per altri 87 miliardi di dollari.
L’ascesa dei fondi speculativi tra i detentori del debito Usa avviene in una fase di pressione sui rendimenti dei Treasury, con il decennale che ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 2007 (tra il 5,2% e il 5,3%) mentre il trentennale è sui massimi dal 2002 (intorno al 5,6%).
A differenza di fondi pensione e compagnie assicurative, tradizionalmente orientati verso obbligazioni di lungo periodo, gli hedge fund operano con orizzonti più brevi e maggiore propensione al rischio, anche usando la leva finanziaria.
Una delle strategie più diffuse è ad esempio il Treasury cash-futures basis trade: i fondi acquistano Treasury sul mercato e vendono contratti futures corrispondenti, sfruttando piccole differenze di prezzo e ottenendo ritorni rilevanti effettuando molte operazioni. Da un lato, dunque, la presenza degli hedge fund può aumentare la liquidità, ma dall’altro rischia di incrementare la volatilità. (riproduzione riservata)