Affitti brevi, il Tar della Toscana impone il riconoscimento visivo
Affitti brevi, il Tar della Toscana impone il riconoscimento visivo
L’ingresso nelle case vacanze richiede un riconoscimento visivo in tempo reale, escludendo il self check-in tramite key box

di Giulia Venini   30/06/2026 10:03

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Il check-in nelle case vacanze potrà essere effettuato anche da remoto, a patto però del riconoscimento visivo e in tempo reale dell’ospite. A ribadirlo è stato il Tar della Toscana, che ha respinto il ricorso di un gestore di appartamenti a Firenze. 

I documenti da soli non sono sufficienti

I documenti da soli non bastano più: i giudici hanno stabilito che è necessario anche il riconoscimento live da remoto, tramite sistemi di videosorveglianza o videocollegamento. La decisione esclude pratiche come il self check-in, ossia l’accesso autonomo agli appartamenti mediante le key box, o cassette di sicurezza, generalmente installate all’esterno degli immobili.

Proprio le key box erano state al centro della circolare della Polizia del 18 novembre 2024, secondo cui non era più ritenuta sufficiente l’identificazione degli ospiti attraverso l’invio dei documenti via mail o messaggio, seguita dalla comunicazione del codice di apertura delle cassette potenzialmente accessibili a chiunque.

Il caso di Milano a fine 2025

A dicembre 2025 il Comune di Milano aveva vietato l’installazione sfrenata di key box in giro per la città, soprattutto nelle vie turistiche, disponendo multe dai 100 ai 400 euro per chi violasse il divieto. Un rischio per la sicurezza e un uso improprio del suolo pubblico, le motivazioni alla base della decisione che seguiva gli esempi della stessa Firenze e di Roma.

Le cassette venivano anche usate «per attività di spaccio di stupefacenti, come accertato in recenti indagini giudiziarie», come si legge nella delibera firmata dal consigliere Michele Albiani, presidente della Commissione consiliare Sicurezza. (riproduzione riservata)