L’industria aerospaziale lombarda nei primi tre mesi del 2026 ha esportato beni per circa 710,8 milioni di euro, segnando un +47,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di un sistema che conta più di 200 imprese per quasi 22 mila addetti, genera un valore aggiunto sul territorio di 6,3 miliardi di euro e rappresenta, da solo, circa un terzo dell’export italiano del settore.
Questa la fotografia scattata dal Centro studi di Confindustria Varese, con cui il Lombardia Aerospace Cluster si è presentato all’appuntamento internazionale con il Farnborough International Airshow 2026. Il salone «mette in evidenza le straordinarie opportunità di sviluppo del comparto, soprattutto nel settore civile, dove si stanno aprendo prospettive particolarmente promettenti.
Penso, in particolare, alle innovazioni legate all’Advanced Air Mobility e alle nuove modalità sostenibili di trasporto aereo di persone e merci: un ambito destinato a trasformare profondamente il modo di concepire la mobilità e nel quale la Lombardia può svolgere un ruolo da protagonista», ha commentato Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee.
Ai primi due posti tra i Paesi con cui l’industria aerospaziale lombarda ha avuto maggiori scambi all’inizio del 2026 si trovano Stati Uniti (133,4 milioni di euro) e Regno Unito (103,9 milioni). Sale al terzo posto l’Arabia Saudita (con 61,9 milioni, in netto aumento rispetto alla performance registrata sempre nel primo trimestre del 2025 e del 2024), al quarto il Brasile (50 milioni) e in quinta posizione la Turchia (44,4 milioni). Seguono Norvegia (36,2 milioni), Oman (35,1 milioni), Australia (25,4 milioni), Emirati Arabi Uniti (23,2 milioni) e Polonia (18,6 milioni).
La provincia più attiva nel comparto dell’aerospazio è Varese, con un peso dell’82% sul totale. Segue Bergamo con il 9% e poi Milano con il 7%. (riproduzione riservata)