La quarta pista di Fiumicino è un ampliamento necessario per sostenere la crescita dello scalo e rafforzare la competitività italiana nella partita tra i grandi hub internazionali. Alessandro Benetton rilancia il progetto di sviluppo del Leonardo da Vinci e mette sul tavolo le risorse private disponibili: 9 miliardi di euro di investimenti, dai quali potrebbero derivare ricadute per 70 miliardi sul sistema Paese.
«Lo sviluppo ulteriore» dell’aeroporto, «attraverso un’altra pista, che ridurrebbe l’impatto acustico dell’80%, è obbligatorio», spiega il presidente di Mundys e di Edizione all’undicesimo Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio. Aeroporti di Roma (Adr) che gestisce Fiumicino, fa capo a Mundys, controllata al 57% da Edizione, la holding della famiglia Benetton che entro fine anno oltre a chiudere l’exit del ramo Giuliana varerà anche il nuovo piano industriale.
Il ragionamento parte dalla capacità di intercettare nuovi flussi di traffico, in un mercato nel quale le scelte infrastrutturali determinano le prospettive di crescita degli scali. «Oggi c’è un’opportunità, se non lo facciamo noi, lo farà Istanbul», sottolinea Benetton, indicando nell’hub turco il concorrente capace di assorbire lo sviluppo al quale Roma rischierebbe di rinunciare.
A sostegno del progetto, il presidente di Mundys ha richiamato uno studio della Luiss: i 9 miliardi di investimenti privati destinati alla crescita dell’aeroporto potrebbero generare «un indotto ulteriore di 70 miliardi per il sistema Paese e 300mila posti di lavoro». Nelle prospettive illustrate da Benetton, lo sviluppo consentirebbe di accogliere altri 50 milioni di passeggeri. Una dimensione che lega l’ampliamento aeroportuale alle opportunità per il turismo, i servizi e le attività economiche connesse ai collegamenti internazionali.
Accanto all’impatto economico, Benetton insiste sul beneficio acustico attribuito alla nuova pista, indicando una riduzione dell’80%. È uno degli argomenti con cui il gruppo sostiene la necessità dell’intervento, insieme alla crescita del traffico e al posizionamento raggiunto dal Leonardo da Vinci.
«L’aeroporto di Roma è il miglior aeroporto europeo da sette anni consecutivi, l’unico tra i primi dieci al mondo», rivendica il presidente di Mundys. «È cresciuto più di quanto immaginavamo e lo abbiamo reso un centro di eccellenza pensando in maniera ampia».
Il messaggio è dunque quello di accompagnare i risultati dello scalo con un ulteriore salto infrastrutturale. Per Benetton, la disponibilità di capitali privati e la domanda potenziale rendono lo sviluppo di Fiumicino una scelta strategica per il Paese, mentre la concorrenza degli altri hub aumenta il costo delle occasioni mancate. (riproduzione riservata)