Tre milioni di passeggeri in più, 20 milioni di profitti aggiuntivi e investimenti per oltre 150 milioni di euro in vista delle Olimpiadi invernali. Con questi numeri - e un record della merce trasportata - va in archivio il 2025 del gruppo Sea, che gestisce gli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate. Anche il 2026 è iniziato bene, con un ulteriore aumento dei passeggeri, ma il caos in Medio Oriente rischia di avere ripercussioni soprattutto su Malpensa, dove le destinazioni coinvolte nei disordini pesano per il 6% del traffico.
Nel 2025 Sea ha trasportato 42,3 milioni di viaggiatori (+8% rispetto al 2024), ottenendo ricavi per 876,8 milioni di euro (+6,5%). La merce gestita ha raggiunto il massimo storico di 759,4 mila tonnellate, anche se i ricavi del segmento cargo sono scesi a 53,5 milioni (-2,6%) per effetto, spiega una nota del gruppo, «dell’entrata in vigore delle nuove tariffe aeroportuali».
Sul fronte della marginalità Sea ha registrato un ebitda di 403,3 milioni (+8%) e un utile di 190,6 milioni, in crescita a doppia cifra rispetto al 2024 (+11,7%). L’indebitamento netto è passato invece da 254,4 milioni a 325,7 milioni al 31 dicembre 2025.
Lo scorso anno gli aeroporti di Malpensa e Linate hanno servito rispettivamente 31,2 milioni (+9%) e 11,1 milioni di passeggeri (+5%). Inoltre, gli investimenti sui due scali hanno raggiunto 152,4 milioni di euro, con un aumento di circa 45 milioni. L'incremento si deve soprattutto degli interventi sul Terminal 1 di Malpensa, che è stato oggetto di manutenzioni straordinarie e miglioramenti infrastrutturali in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Lo scorso anno l’aeroporto di Malpensa è passato da 198 a 204 destinazioni, di cui il 27,4% a lungo raggio, confermandosi tra i primi 10 aeroporti al mondo per estensione della rete. Lo scalo ha gestito flussi di import-export per 60,7 miliardi, pari al 4,9% del commercio estero italiano.
Anche il 2026 è cominciato bene, con un incremento del 7% dei passeggeri e del 3% delle merci nei primi due mesi. Le prospettive di Sea per l'intero anno «restano positive», anche se il contesto internazionale, e nello specifico i conflitti in Medio Oriente, potrebbero avere ripercussioni sulla connettività e sui costi energetici.
Tra le possibili conseguenze Sea ipotizza una «chiusura degli spazi aerei e sospensione delle attività negli hub della regione, tra cui Dubai, Abu Dhabi e Doha» con «impatti sulla programmazione dei vettori e sulle rotte di lungo raggio». La situazione in Medio Oriente, spiega il gruppo, «sta incidendo sulla connettività intercontinentale e sull’operatività dei vettori, con possibili riflessi sul traffico di Malpensa». Nel 2025 i mercati coinvolti hanno rappresentato «circa il 6% del traffico passeggeri complessivo». (riproduzione riservata)