Addio al filosofo e sociologo Edgar Morin, aveva 104 anni. Il cordoglio di Macron
Addio al filosofo e sociologo Edgar Morin, aveva 104 anni. Il cordoglio di Macron
Ultimo illuminista, è stato autore di saggi celeberrimi e anche del pamphlet «La nostra Europa». Il messaggio del presidente francese

di Redazione online 30/05/2026 12:27

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Si è spento a 104 anni il sociologo francese Edgar Morin, figura di spicco del pensiero francese e fortemente schierato a sinistra.

Morin è stato l'autore di un corpus di opere molto eterogeneo (tra queste il pamphlet «La nostra Europa») e noto ben oltre i confini francesi, che si contrapponeva alla sociologia tradizionale, presentandosi come una riflessione sull'uomo basata su dati scientifici. La notizia della morte è stata data dalla famiglia.

La carriera accademica e l'impegno nella Resistenza

Direttore del Centre de communication de masse del Centre national de la recherche scientifique, si è occupato dei problemi delle scienze umane, ispirandosi alle tesi di Hegel, Marx, Freud. Particolarmente interessanti le sue ricerche sulla sociologia dei film. Nel 1967 aveva fondato la rivista «Communications». Nato nato a Parigi nel 1921 con il nome di Edgar Nahoum, di origine ebraico-sefardita, partecipò alla Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale, assumendo il nome Morin, che poi mantenne nella vita pubblica. Entrato al Cnrs nel 1951, si occupò di sociologia, cultura di massa, cinema, antropologia, politica, educazione ed epistemologia.

Tra le sue opere più note figurano «L'uomo e la morte», «Lo spirito del tempo», «Il cinema o l'uomo immaginario» e soprattutto «La Methode», vasto progetto teorico pubblicato in più volumi tra il 1977 e il 2004. Il suo contributo principale è la teoria del «pensiero complesso»: un approccio che rifiuta le spiegazioni riduttive e invita a collegare saperi diversi per comprendere la realtà, le crisi globali e la condizione umana.

Il contributo alla transdisciplinarità e il pensiero globale

Morin è considerato anche uno dei padri della transdisciplinarità e ha influenzato profondamente il dibattito su educazione, ecologia, democrazia e futuro dell'umanità.

«Fino ai suoi ultimi giorni, Edgar Morin è rimasto attento al mondo, agli altri e alle grandi sfide umane che hanno alimentato il suo pensiero», ha dichiarato la moglie, Sabah Abouessalam Morin. «Oggi il vuoto che lascia è immenso. Ma il suo coraggio, la sua fedeltà alle persone e alle idee, il suo rigore morale e la sua speranza continuano a guidarci».

Nonostante l'età avanzata, Morin è rimasto una voce autorevole e influente nel dibattito intellettuale perché le sue riflessioni sui cambiamenti degli stili di vita della nostra epoca, con l'accelerazione della globalizzazione, rivelano molto sul nostro tempo. Laureato con dottorati honoris causa da 38 università straniere, è stato autore di una quarantina di libri, molti dei quali tradotti.

Il rifiuto della frammentazione del sapere

L'originalità di questo ebreo laico, che si considerava un «predatore di conoscenza», risiedeva nel suo rifiuto della frammentazione del sapere, a favore di una visione multidisciplinare, sia culturale che scientifica. Storico, filosofo e scienziato, cercò di abbattere i confini tra le discipline. «Più sappiamo dell'umanità, meno la comprendiamo» scrisse ne «Le Methode», «Le dissociazioni tra le discipline la frammentano, la svuotano di vita, di sostanza, di complessità, e alcune scienze, che si definiscono umane, arrivano persino a prosciugare la nozione stessa di umanità».

Suscitò grande scalpore con la pubblicazione, nel 1959, di «Autocritica», in cui raccontava la sua espulsione dal Partito Comunista Francese, di cui era stato una figura di spicco, e la sua cecità nei confronti dello stalinismo. In quel periodo, fu anche uno dei fondatori del Comitato degli Intellettuali contro la Guerra d'Algeria.

Il cordoglio di Macron

Il presidente Emmanuel Macron ha reso omaggio al sociologo e filosofo Edgar Morin, «soldato della Resistenza, attivista e spirito libero, scrittore e pensatore del secolo, difensore della natura e dei popoli», «personificazione dell'umanesimo».

«Con la sua gentilezza e curiosità, non ha mai smesso di illuminarci. Pensiero complesso, vita feconda, spirito universale. Porgo ai suoi cari le condoglianze della Nazione», ha scritto il capo dello Stato sul canale X, dopo l'annuncio della morte di Edgar Morin all'età di 104 anni. (riproduzione riservata)