Morto Paolo Fresco, fu presidente di Fiat. Il ricordo di John Elkann: diede al gruppo una prospettiva mondiale
Morto Paolo Fresco, fu presidente di Fiat. Il ricordo di John Elkann: diede al gruppo una prospettiva mondiale
Scomparso a 93 anni, contribuì a guidare il gruppo torinese in una delle fasi più delicate della sua storia: fu artefice dell’accordo strategico con General Motors che salvò la Fiat stessa

di Andrea Boeris 13/07/2026 08:30

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Si è spento all’età di 93 anni Paolo Fresco, ex presidente della Fiat e manager di fama internazionale che contribuì a guidare il gruppo torinese in una delle fasi più delicate della sua storia. «Un grande italiano», oltre che «un uomo intelligente e sensibile», è il ricordo del presidente di Stellantis, John Elkann.

«Per me è stato soprattutto un amico e un mentore generoso, per il sostegno che mi diede agli inizi della mia carriera», anche per la «lealtà» che Fresco dimostrò nei confronti della famiglia Agnelli.

Il ricordo di Elkann: contribuì alla trasformazione mondiale di Fiat

Nel messaggio di cordoglio, il presidente di Stellantis ha evidenziato il contributo dato da Fresco alla trasformazione della Fiat tra il 1998 e il 2003, anni segnati da profonde difficoltà per il costruttore torinese.

«Nei suoi cinque anni da presidente seppe dare alla Fiat una prospettiva mondiale, ponendo le basi per il rilancio degli anni Duemila», ha affermato Elkann, ricordandolo «con affetto, stima e profonda gratitudine» e aggiungendo che ha raggiunto «l’amata moglie Marlene».

Dalla General Electric alla guida della Fiat

Nato a Milano nel 1933 e cresciuto a Genova, Paolo Fresco iniziò la propria carriera come avvocato prima di entrare nel mondo dell’industria. Dopo l’esperienza alla Compagnia Generale di Elettricità, approdò negli Stati Uniti alla General Electric, dove costruì una lunga carriera fino a diventarne vicepresidente e stretto collaboratore dello storico ceo, Jack Welch.

Nel 1998 fu chiamato da Gianni Agnelli alla presidenza della Fiat con l’obiettivo di rilanciare il gruppo in un contesto caratterizzato da crescente concorrenza internazionale e da una profonda trasformazione dell'industria automobilistica.

Fu artefice dell’accordo strategico con General Motors

Durante il suo mandato promosse una riorganizzazione del gruppo e fu tra gli artefici dell’accordo strategico con General Motors, pensato per rafforzare la competitività della casa torinese. Nonostante le difficoltà finanziarie che continuarono a pesare sulla società, la sua presidenza contribuì a imprimere una visione più internazionale alla Fiat, creando le premesse per il successivo rilancio del gruppo nei primi anni Duemila. (riproduzione riservata)