Acrobatica, dal boom dei bonus edilizi alla trappola dei crediti. Nel 2027 il gruppo vuole tornare in utile e valuta m&a
Acrobatica, dal boom dei bonus edilizi alla trappola dei crediti. Nel 2027 il gruppo vuole tornare in utile e valuta m&a
La società ha chiuso il 2025 in rosso di 17 milioni a causa delle svalutazioni sui crediti fiscali. La ceo Anna Marras: stiamo lavorando per razionalizzare la struttura e tornare a crescere

di Sara Bichicchi 09/10/2026 20:00

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Stracciare ogni record sotto l’azione di sostanze dopanti può essere facile. Mantenere i risultati quando l’effetto svanisce è un altro paio di maniche. Metafore a parte, nel settore edilizio la fine dello sconto in fattura e la progressiva cessazione o riduzione dei bonus, che nell’immediato post-Covid hanno alimentato la domanda, ha generato una situazione di questo tipo. In una manciata di anni, le imprese si sono trovate a fronteggiare prima un’esplosione delle richieste - per soddisfare le quali hanno ampliato precipitosamente organici e sedi - e poi una brusca frenata. Con un pesante danno collaterale: ampi stock di crediti fiscali bloccati in pancia.

L’impatto dei crediti fiscali 

«I bonus hanno drogato il mercato, come dimostrano le molte aziende nate sull’onda del boom ma anche i numeri di imprese che avevano già un percorso alle spalle», conferma Anna Marras, ceo di Acrobatica.

La società di Marras (nota come EdiliziAcrobatica fino al rebranding del 2024) era già strutturata quando, nel 2020, è arrivato il Superbonus. Acrobatica è nata infatti nel 1994 da un’idea dell’imprenditore e skipper Riccardo Iovino, scomparso nel 2023. Tuttavia, l’impatto dei bonus è stato comunque travolgente: in tre anni il valore della produzione è passato da 46 milioni nel 2020 a 134,5 milioni nel 2022, esercizio record per redditività con un utile netto balzato a 15,2 milioni.

Con lo stop allo sconto in fattura, a inizio 2023, il vento è cambiato. Il progresso delle vendite è rallentato e nell’ultima riga del conto economico è comparso il segno meno. Il gruppo ha perso 2,8 milioni nel 2024 e 17 milioni nel 2025, sul cui bilancio (approvato in ritardo a fine agosto) hanno inciso forti svalutazioni dei crediti fiscali.

I conti in rosso e il calo a Piazza Affari

Anche a Piazza Affari, dove Acrobatica è quotata sull’Egm, passato il momento di euforia per i bonus il titolo ha perso terreno: nel 2021 ha toccato un massimo storico a 20,9 euro (rispetto ai 3,33 euro dell’ipo nel 2018), ora ne vale circa 1,8 (-66% in 12 mesi).

«Eravamo preparati, ma non al 100%. I bonus hanno fatto crescere la domanda senza che ci fosse vera consapevolezza della spesa. Il nostro core business in particolare è ancora legato ai servizi ai condomini e in quel campo i bonus hanno fatto perdere la cognizione degli impegni», aggiunge Marras. «Noi avevamo intuito che questa dinamica poteva portare dei problemi e siamo stati il più possibile attenti a monitorare i principali indicatori di performance, isolando per quanto possibile l’effetto bonus».

La ristrutturazione e i tagli dei costi

Per rimettersi in pista, nei mesi scorsi Acrobatica ha riscadenzato i debiti con le banche ed è intervenuta sull’organizzazione interna, tagliando 270 posizioni con un risparmio di quasi 6 milioni sul costo del personale. «Abbiamo lavorato su due livelli. Da un lato abbiamo razionalizzato la struttura, chiudendo e accorpando le business unit meno efficienti dal momento che, per far fronte al boom di richieste nella fase dei bonus, avevamo articolato il gruppo molto in fretta. Dall’altro ci siamo concentrati su produttività e organizzazione operativa, oltre che sulla relazione con i clienti», racconta l’ad.

Questi interventi dovrebbero consentire all’azienda di tornare in utile già nel 2027, secondo le previsioni del piano industriale quinquennale varato in estate. «I risultati iniziano già a vedersi e su alcune metriche stiamo facendo anche meglio delle attese», aggiunge Marras.

«L’ebitda della capogruppo, per esempio, è di 2,8 milioni superiore alle stime. Il cash flow è tornato positivo nel primo semestre e anche la posizione finanziaria netta è migliore delle proiezioni». I risultati al 30 giugno di Acrobatica mostrano ricavi operativi per 67,9 milioni (-15,4%) con un ebitda di 3,9 milioni e un rosso di 4,8 milioni, sempre per effetto di svalutazioni e accantonamenti.

Le prospettive future e le possibili acquisizioni

L’anno della svolta dovrebbe essere il prossimo quando - a meno di cambiamenti nella traiettoria del piano - il gruppo si aspetta di generare di nuovo profitti. In più, come emerge da documenti aziendali relativi ai progetti futuri, l’azienda sta valutando di effettuare una «ampia operazione straordinaria volta al rafforzamento patrimoniale e finanziario della capogruppo entro il 31 marzo 2027». Nel dettaglio, rivela Marras, la società sta pensando a «una possibile acquisizione». Ogni mossa, però, sarà chirurgica e orientata a «rendere la crescita qualitativamente migliore», in Italia come all’estero.

Al momento Acrobatica opera prevalentemente nella Penisola, in Francia e in Medio Oriente, dove ha una controllata a Dubai (Emirati Arabi Uniti). «La Francia è diventata molto importante per noi, il nostro modello lì funziona e ci sta dando un grosso boost, per esempio nel mercato dell’eolico. Anche in Medio Oriente ci sono buone prospettive di crescita, grazie a grossi progetti in corso o in partenza, anche se è un mercato molto diverso», conclude l’ad. «Ora puntiamo non tanto a un’ulteriore espansione geografica, perché anche su questo fronte saremo più selettivi, ma a opportunità che ci rafforzino in determinate specializzazioni». (riproduzione riservata)