Il Parlamento europeo stringe le maglie sull’import di acciaio e prepara una nuova architettura di difesa commerciale per proteggere la siderurgia continentale dalla sovrapproduzione globale, soprattutto asiatica. Con 606 voti favorevoli, 16 contrari e 39 astensioni, Strasburgo ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento per l’industria siderurgica che sostituirà le attuali misure di salvaguardia in scadenza il 30 giugno 2026.
Il cuore del provvedimento è una drastica riduzione delle quote di importazione esenti da dazi: i volumi ammessi senza tariffe scenderanno a 18,3 milioni di tonnellate annue, il 47% in meno rispetto ai livelli del 2024. Per le importazioni che superano la soglia scatterà un dazio del 50%, raddoppiando di fatto l’attuale aliquota del 25%. La stretta riguarderà anche i prodotti siderurgici finora non coperti dal sistema di quote.
L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è «contenere gli effetti della sovraccapacità produttiva mondiale che negli ultimi anni ha compresso prezzi e margini dell’industria europea». Una pressione che, secondo le istituzioni Ue, ha già contribuito alla perdita di circa 100 mila posti di lavoro nel settore dal 2008.
Uno degli elementi più innovativi del nuovo regolamento riguarda la tracciabilità dell’acciaio. Per evitare che produttori extra-Ue aggirino le restrizioni attraverso lavorazioni minime effettuate in Paesi terzi, entrerà in vigore il principio di «fusione e colata». In pratica, l’origine dell’acciaio verrà determinata dal luogo in cui il metallo è stato inizialmente fuso e colato e non dall’ultimo Paese di trasformazione.
La Commissione europea dovrà tenere conto di questo criterio nell’assegnazione delle quote di importazione. Nel testo compare inoltre un riferimento specifico all’Ucraina: Bruxelles dovrà considerare le difficoltà legate alla sicurezza del Paese candidato all’ingresso nell’Ue, evitando che Kiev venga penalizzata dal nuovo sistema.
La relatrice del provvedimento, Karin Karlsbro, ha definito il voto «essenziale» per garantire un’industria siderurgica europea «forte e competitiva», sottolineando la necessità di contrastare gli effetti della sovraccapacità globale. Karlsbro ha accolto con favore anche la mancata proroga dell’esenzione per le bramme d’acciaio russe, mentre ha chiesto un trattamento speciale per l’Ucraina, definita «partner strategico» e futuro Stato membro dell’Unione.
Le misure attualmente in vigore erano state introdotte nel 2018 nell’ambito delle salvaguardie previste dall’Organizzazione mondiale del commercio contro l’aumento anomalo delle importazioni. Il nuovo regolamento, che dovrà ora ricevere l’approvazione formale del Consiglio Ue, entrerà in vigore il 1° luglio 2026.
Il dossier si inserisce in un quadro più ampio di politica industriale e strategica. Nel piano d’azione europeo per acciaio e metalli (Steel and Metals Action Plan), la siderurgia viene infatti considerata un settore cruciale non solo per l’economia ma anche per le capacità di difesa dell’Unione europea, in una fase segnata dal riarmo europeo e dalla crescente attenzione alla sicurezza industriale. (riproduzione riservata)