Entra in vigore oggi, 1° luglio, il nuovo regolamento di salvaguardia sull'acciaio, volto a proteggere l'industria siderurgica europea dall'eccesso di capacità produttiva a livello globale. Nell'ambito delle nuove disposizioni, è stata definita la ripartizione delle quote tariffarie per le importazioni di acciaio tra i partner commerciali dell'Unione Europea. La nuova regolamentazione riduce le importazioni in esenzione doganale di 26 categorie di prodotti siderurgici in media del 47% rispetto al precedente regime di salvaguardia.
Con le nuove norme sarà consentito l'ingresso nell'Ue in esenzione doganale di 18,3 milioni di tonnellate di acciaio all'anno. Le importazioni eccedenti saranno soggette a dazi del 50% (25% in precedenza). La metà dei 18,3 milioni di tonnellate esenti da dazi, quindi 9,15 milioni, è assegnata esclusivamente ai partner con cui l'Ue ha stipulato accordi di libero scambio.
Le quantità di merci esenti da dazi importate dai Paesi che hanno un accordo con Bruxelles, tra cui la Svizzera, sono state ridotte del 33% rispetto a prima. La misura introduce anche un obbligo di tracciabilità volto ad aumentare la trasparenza della filiera europea dell'acciaio, imponendo alle aziende di indicare il luogo in cui è avvenuta la fase di «melt & pour» (fusione e colata) dell'acciaio importato.
«Con il nuovo regime europeo di salvaguardia sull'acciaio, l'Europa compie un passo decisivo nella direzione indicata dall'Italia», ha commentato il 30 giugno il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. «È la linea», ha aggiunto, «che siamo riusciti ad affermare a Bruxelles grazie a un'azione sinergica con gli altri Paesi europei e con la Commissione, nella consapevolezza della necessità di difendere la produzione interna dalla sovracapacità globale e dalla concorrenza sleale».
Misure che rafforzeranno la siderurgia europea e quella italiana, contribuendo a consolidare la crescita già in atto, come testimonia la produzione nazionale, che ha chiuso il 2025 in aumento e ha registrato un ulteriore incremento nei primi mesi di quest'anno.
Per gli analisti di Mediobanca Research la notizia è positiva per i produttori europei di acciaio (la lussemburghese ArcelorMittal +39% da inizio 2026, la spagnola Acerinox +28,5%, la svedese Ssab +34,7%, l’olandese Aperam +29,9%, la tedesca Salzgitter +21% e la finlandese Outokumpu +22%) e, in particolare, per l’italiana Danieli (+32% da inizio 2026), soprattutto per la divisione dedicata alla realizzazione di impianti siderurgici. «Manteniamo una raccomandazione outperform sul titolo con un target price a 65 euro», afferma Mediobanca Research. Senza dimenticare l’altra italiana Tenaris (+53% da inizio 2026), tra i maggiori produttori di tubi in acciaio per l'industria energetica mondiale e la sua rivale, la francese Vallourec (+37% da inizio 2026).
Alla luce della corsa a due cifre di tutte queste azioni di colossi siderurgici, AlphaValue ha preferito prendere profitto su alcune, infatti ha un rating reduce su ArcelorMittal, Tenaris, Danieli, Ssab, Aperam e Outokumpu. Nel caso di Acerinox ha addirittura un sell. Punta solo su Vallourec con un rating add e un target price a 24,1 euro (potenziale upside del 17,8% rispetto al prezzo attuale) perché dopo anni di sotto-investimento, il capex nell’esplorazione e produzione (E&P) dovrebbe aumentare, con benefici per la società dalla ripresa degli investimenti.
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Inoltre, il bilancio del gruppo francese è finalmente solido dopo anni con un indebitamento elevato, arrivando anche a consentire il pagamento di dividendi interessanti (1,28 euro per azione la stima a valere sul bilancio 2026, rendimento del 6,23%). Ma AlphaValue punta anche su Salzgitter con un rating buy (target price a 64 euro, +41% di potenziale upside) alla luce della vicinanza dell’azienda ai produttori automobilistici tedeschi, in particolare al più grande stabilimento singolo del gruppo Volkswagen a Wolfsburg. Senza contare che la partecipazione del 50% nella business unit Mannesmann rende Salzgitter uno dei maggiori produttori mondiali di tubi di grande diametro, con siti produttivi sia in Germania sia negli Stati Uniti. (riproduzione riservata)