AbitareIn lancia un’opa parziale per riacquistare azioni fino a 7,99 milioni di euro di valore e convoca un’assemblea straordinaria per mettere ai voti la liquidazione la società. Nonostante i tempi si siano allungati rispetto alle previsioni, la doppia ipotesi – uno strumento per restituire una parte del valore incassato dalla maxi-cessione di 14 progetti residenziali a Techbau per 141,1 milioni e la remissione della decisione ai soci per determinare il futuro del gruppo – era stata anticipata a fine agosto da questo giornale.
Il gruppo era di fatto diventato una scatola quasi vuota dopo la cessione di tutti i progetti a Techbau, derivanti dalla crisi generata dal blocco dei cantieri edilizi a Milano. Entrambe le operazioni vanno nella direzione di voler restituire, almeno in parte, l’investimento ai soci di minoranza da parte dei vertici e primi azionisti Marco Grillo e Luigi Gozzini.
L’opa parziale viene lanciata sul 9,7% del capitale a 3,1 euro per azione con un esborso massimo previsto di 7,99 milioni. La scelta di rimanere sotto gli 8 milioni di pagamento massimo consente ad AbitareIn di non dover sottomettere il prospetto di opa alla Consob, nonostante la pubblicazione dello stesso avverrà su base volontaria. Il prezzo incorpora un premio del 12,33% rispetto al 5 novembre. L’opa partirà il 9 novembre e terminerà il 27 novembre, salvo proroga. Grillo e Gozzini hanno già dichiarato che non aderiranno all’opa.
AbitareIn, viene specificato nella nota di lancio, dispone di liquidità «eccedenti rispetto al proprio fabbisogno» e, inoltre, «l’offerta è volta a consentire a tutti gli azionisti di disinvestire, in tutto o in parte, a parità di condizioni e fatto salvo l’eventuale riparto, secondo condizioni e tempi predeterminati, scegliendo se aderire e per quale quantità di azioni».
Andrà verificato se il valore sarà considerato congruo dagli azionisti di minoranza. Secondo le indiscrezioni riportate da questo giornale a fine agosto, il valore delle azioni post-incasso da Techbau era ipotizzabile tra 3,9 e 4,3 euro per azione per alcuni soci di minoranza.
Tuttavia, come specifica AbitareIn, «alla data odierna non è possibile prevedere se per l'azionista sarà più conveniente aderire all'offerta oppure attendere gli esiti della liquidazione, nel caso in cui la stessa venga effettivamente approvata dall'Assemblea straordinaria. La convenienza dipenderà, tra l'altro, dai valori di realizzo dell'attivo, dall'emersione di passività, anche potenziali, dai costi e dalla durata della procedura e dai tempi del riparto. Nessuno di questi elementi è determinabile alla data odierna».
L’assise straordinaria è stata convocata per il giorno 17 dicembre 2026, alle ore 17. Nel motivare la proposta di liquidazione, AbitareIn ha ricordato il calvario attraversato con il blocco dei cantieri di Milano che ha messo in crisi la società e che ha portato alla cessione dei progetti in attesa di titolo edilizio a Techbau.
Il board ha stabilito che, in assenza di prospettive di sviluppo di nuove iniziative in tempi certi e ragionevoli, «una liquidazione ordinata del patrimonio sociale, attraverso il realizzo delle attività in essere e la progressiva restituzione agli azionisti delle risorse disponibili, previo integrale soddisfacimento dei creditori, rappresenti la soluzione più idonea a valorizzare l’investimento degli azionisti». In caso di bocciatura dell’istanza, il cda valuterà le opzioni strategiche a disposizione. (riproduzione riservata)