Da tempo c’è uno strano silenzio intorno alla strada da imboccare per rinnovare la concessione A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova. Un silenzio che lascia spazio a vari interrogativi, primo tra tutti sulle motivazioni del mancato aggiornamento su un’importante concessione autostradale in scadenza a fine anno.
Il dubbio tra l’altro si rafforza alla luce di un documento di cui MF-Milano Finanza è venuto in possesso: la lettera del 9 luglio scorso con cui il direttore generale per le autostrade e le concessioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) Sergio Moschetti risponde ad Anac sottolineando che il dicastero vuol procedere alla pubblicazione del bando di gara per l’affidamento della concessione (nel documento si fa riferimento anche alla A31 Trento-Rovigo). Una dichiarazione che di fatto va contro il piano della Regione Veneto e del ministro Matteo Salvini di creare una holding regionale e procedere con l’affidamento in-house per arrivare a gestire l’A4 Brescia-Padova, superando le gestioni private. Analoga comunicazione peraltro è stata inviata dal Mit alla Dg Grow.
In verità Moschetti contempla anche l’affidamento in-house, ma al contempo sostiene che – in virtù della scadenza della concessione a fine 2026 – si debba procedere alla pubblicazione del bando di gara per l’A4, specificando che a tal fine è stata predisposta la bozza del bando di gara, redatta in analogia a quello per l’affidamento della concessione A22 Brennero-Modena.
La domanda allora è: come mai il ministero dei Trasporti, pur avendo aperto formalmente alla gara, non ha ancora pubblicato il bando? Dal 9 luglio sono passati due mesi e mezzo e il silenzio del dicastero sta impedendo alle imprese interessate la possibilità di avviare la macchina per partecipare al bando. Con il rischio che gli operatori, ritenendo di vedere una restrizione della concorrenza, possano avviare ricorsi sulla procedura. Uno smacco ulteriore, considerando che l’Anac ha invece pubblicato il protocollo di vigilanca collaborativa per l’avvio della gara sulla tratta Torino-Milano della A4. Un distinguo che non sta piacendo agli operatori.
Inoltre, secondo ricostruzioni, alcune associazioni di trasporto starebbero valutando una class action nei confronti della direzione generale del ministero, che è responsabile dell’affidamento della concessione autostradale. Questa avverrebbe in base al principio che una gara pubblica consente di abbassare le tariffe rispetto a un affidamento diretto; i cittadini non intendendo pagare più del dovuto e sarebbero quindi pronti a chiedere eventuali danni.
Sulla vicenda A4 ad aprile l’Anac (si veda MF-Milano Finanza del 24 aprile) aveva posto un aut-aut: andare subito a gara, senza passare da proroghe e concessioni in-house, oppure essere sanzionati. Il punto sta nella scadenza ravvicinata e, tenuto conto anche della tipologia e della complessità delle gare relative alle concessioni autostradali, l’autorità aveva imposto l’immediata indizione delle citate procedure, così da evitare il ricorso a proroghe e consentire agli aggiudicatari di prendere possesso dell’infrastruttura da gennaio 2027. (riproduzione riservata)