A22, sull’Autostrada del Brennero il Mit si vincola all’Europa: gara avanti senza prelazione
A22, sull’Autostrada del Brennero il Mit si vincola all’Europa: gara avanti senza prelazione
In una lettera alla Dg Grow, visionata da MF-Milano Finanza, il ministero recepisce il parere negativo Ue sul diritto di prelazione. E Autobrennero dovrà rinunciare a ogni indennizzo. A fine marzo la lettera di invito agli operatori pre-qualificati. In gioco un asset da oltre 30 miliardi

di di Nicola Carosielli 10/02/2026 22:30

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Arriva a una svolta decisiva la gara per la concessione cinquantennale da oltre 30 miliardi di euro per la A22, nota come Autostrada del Brennero – che da Modena attraversa Trentino e Alto Adige fino al Brennero. Dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia Ue, che ha bocciato l’uso della prelazione nelle concessioni pubbliche, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) dovrà procedere con il bando di gara già avviato, aprendo ora la seconda fase che farà entrare nel vivo il processo di presentazione delle offerte.

Il Mit conferma la procedura di gara dopo il parere Ue

Insomma, nessun bando annullato o ritirato, né l’indizione di una nuova procedura. Questo è quanto ha potuto apprendere MF-Milano Finanza da fonti vicine al dossier a Bruxelles, visionando peraltro un documento che il Mit ha inviato alla Dg Grow (Direzione Generale per l’industria della Ue), per il tramite della rappresentanza italiana. Nella lettera visionata in esclusiva, si legge chiaramente come «in relazione all’operatività del diritto di prelazione in favore del promotore (Autobrennero Spa, ndr) la lettera di invito terrà quindi conto sia delle valutazioni contenute nel parere della DG Grow (che aveva infatti espresso parere negativo, ndr) sia dei contenuti nella sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue».

Il concessionario ha incassato oltre 800 milioni in regime di proroga

Con questo passaggio, inserito alla fine del documento, il Mit si vincola chiaramente alla decisione Comunitaria, che ha bocciato a più riprese la scelta del dicastero di affidare in prelazione la concessione la concessione a una società formalmente privata ma a maggioranza pubblica (per oltre l’84% del capitale), la quale gestisce l’A22 in regime di proroga sin dal 2014. Condizione che le ha permesso di incassare utili complessivi per oltre 800 milioni, in cui rientrano i circa 98 milioni del 2024.

La fase due e l'invio delle lettere agli operatori

Adesso, salvo eclatanti e rischiosi colpi di scena da parte del Mit, si procederà con la fase due. Secondo quanto ricostruito da questo giornale, a fine marzo dovrebbe essere trasmessa la lettera di invito agli operatori economici che – buttando il cuore oltre l’ostacolo tra sospensioni e ricorsi vari – hanno partecipato alla prima fase di pre-qualifica della procedura di gara, i quali saranno quindi chiamati a presentare le proprie offerte.

A metà febbraio, quindi a giorni, la Commissione di gara dovrebbe terminare la valutazione delle domande di partecipazione, fornendo così il numero dei partecipanti alla fase della procedura di gara. Si ricorda che tra gli operatori pre-qualificati vi sarebbero Astm (Gruppo Gavio), A4 Holding (controllata da Abertis), il tandem Fininc (Gruppo Matarrese) - Sacyr e Aspi con la nuova guida Cdp Equity-Blackstone-Macquarie. Inoltre, sempre nel documento scritto dal Mit si sottolinea che in questa fase, il promotore – quindi Autobrennero Spa – dovrà dichiarare nella propria domanda di partecipazione «la rinuncia di indennizzo e/o rivendicazione qualora il riconoscimento del diritto di prelazione fosse dichiarato incompatibile con la normativa euro -unitaria». Cosa che quindi ora sarà obbligato a fare, «pena esclusione dal bando di gara».

Insomma, se tutto seguirà le norme di legge e i criteri di trasparenza citati dallo stesso Mit alla Commissione, dopo oltre un anno, potrà ufficialmente partire la gara che sancirà il nuovo gestore di questo importante tratto infrastrutturale. (riproduzione riservata)