Siamo davanti alla prossima Nvidia o alla prima grande prova di realtà per la bolla dei robot umanoidi? E’ la domanda che circola sul floor di Wall Street dove oggi, 5 novembre, Agility Robotics debutterà al Nasdaq con il ticker AGLT, aprendo un nuovo capitolo della corsa all'intelligenza artificiale. Non più soltanto software, chatbot e semiconduttori, ma robot umanoidi progettati per lavorare concretamente nelle fabbriche e nei magazzini.
Agility è la prima società statunitense specializzata negli umanoidi, con installazioni commerciali già operative, ad arrivare sul mercato azionario. L'operazione è stata completata il 4 novembre attraverso la fusione con la Spac Churchill Capital Corp XI. I riflettori sono però accesi sulle aspettative e sui numeri: una valutazione dell'operazione di circa 2,5 miliardi di dollari, a fronte di appena 1,8 milioni di ricavi nel 2025 e una perdita netta di 138,1 milioni. La raccolta prevista di 465 milioni comprende circa 164 milioni provenienti dalla Spac, 201 milioni di investimento privato in azioni (PIPE) e altri 100 milioni già ricevuti. Foxconn guida il PIPE; tra gli investitori e partner strategici compaiono anche Nvidia, Amazon, SoftBank e Schaeffler. La differenza fra valore finanziario e fatturato è enorme: il rapporto fra i 2,5 miliardi della valutazione indicativa e gli 1,8 milioni di ricavi del 2025 è di circa 1.389 volte.
Il prodotto di Agility è Digit, un robot bipede con due braccia, progettato per inserirsi negli ambienti industriali costruiti per gli esseri umani. Può spostare contenitori, movimentare materiali e svolgere attività ripetitive lungo le linee logistiche. I robot di Agility sono stati impiegati in attività reali con GXO Logistics, Schaeffler e Toyota Motor Manufacturing Canada. La società dichiara installazioni in nove stabilimenti o siti e oltre 65.000 ore cumulative di funzionamento nel mondo reale. Il salto industriale dovrebbe arrivare con Digit 5, presentato il 15 settembre 2026. Le prime consegne ai clienti selezionati sono previste nella prima metà del 2027, mentre la disponibilità commerciale generalizzata è prevista entro la fine dell'anno. L'azienda ha inoltre annunciato ordini pluriennali per oltre 300 milioni di dollari, legati al raggiungimento di determinati requisiti tecnici e contrattuali.
Un'altra innovazione riguarda il modo di vendere la robotica. Agility punta anche sul Robot-as-a-Service (RaaS): il cliente non deve necessariamente acquistare il robot, ma può pagare un servizio che comprende hardware, software, assistenza e gestione operativa. È il modello già adottato con Gxo, che a ottobre ha annunciato l'intenzione di ampliare nel 2027 le installazioni nei siti della Carolina del Nord e del Tennessee. Per gli investitori questo significa valutare non soltanto quanti robot siano venduti, ma quante ore produttive possano generare, a quale costo e con quali margini.
Secondo la documentazione depositata alla Sec, il primo semestre 2026 ha registrato appena 174 mila dollari di vendite, contro 625 mila nello stesso periodo del 2025. La perdita netta semestrale ha raggiunto circa 362 milioni di dollari, risentendo anche di ingenti compensi basati su azioni. Gli oltre 300 milioni di ordini annunciati per Digit 5 fanno riferimento a 1.000 robot destinati a un unico cliente, nell'ambito di un contratto RaaS triennale. Il contratto prevede anche warrant a favore dell'acquirente, maturabili in funzione dei robot effettivamente installati. La società stessa avverte che questi ordini potrebbero non trasformarsi integralmente in ricavi. (riproduzione riservata)