A Piazza Affari arriva il primo Etf in Europa sulla ricostruzione dell’Ucraina
A Piazza Affari arriva il primo Etf in Europa sulla ricostruzione dell’Ucraina
A quotarlo è la società di gestione Hanetf, che da qualche giorno ha portato a Milano anche il primo fondo-indice per esporsi all’industria dei droni

di Marco Capponi 12/03/2026 10:30

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Sebbene la guerra in Ucraina duri da più di quattro anni e non accenni ancora a terminare, l’industria e la finanza globali si stanno da tempo adoperando per programmare la ricostruzione del Paese.

Un’opera mastodontica che, secondo le stime della Banca Mondiale, mobiliterà risorse economiche per un valore di oltre 500 miliardi di dollari. E che può rappresentare anche un’opportunità di investimento interessante.

Dopo la nascita di una serie di panieri azionari dedicati a questo potenziale megatrend (uno dei quali è stato costruito da Axyon AI per MF-Milano Finanza), ora è il turno degli Etf tematici. Il primo di questa categoria in Europa, Ukraine Reconstruction Ucits Etf, debutta oggi, giovedì 12 marzo, a Milano, quotato dalla società di gestione Hanetf.

Come funziona l’Etf

Specializzata in comparti tematici, e in particolare in nicchie ancora poco esplorate del mercato, questa società di gestione è salita agli onori delle cronache finanziarie di recente per il lancio di un Etf (anche in questo caso il primo in Europa) dedicato specificamente alla nicchia della difesa rappresentata dal mercato dei droni

Per quanto riguarda il nuovo Etf sull’Ucraina, questo replica in modo passivo il VettaFi Ukraine Reconstruction Index e punta a investire in aziende internazionali attive nelle filiere che potranno ricoprire un ruolo di rilievo per la ricostruzione e la modernizzazione dell’economia ucraina, tra cui infrastrutture, sistemi energetici, ingegneria industriale e tecnologie legate alla sicurezza e alla difesa.

La progressiva inclusione di aziende ucraine

Il provider dell’indice, VettaFi (società specializzata nella costruzione di indici di mercato altamente personalizzati) ha costruito il paniere con una particolare architettura metodologica, pensata per includere progressivamente società ucraine o, in alternativa, fondi chiusi focalizzati sul Paese. 

Il tutto è legato a precisi parametri di liquidità: man mano che questa  aumenterà e i mercati dei capitali domestici si svilupperanno verranno include sempre più aziende locali. Per agevolare la partecipazione delle quotate ucraine, la metodologia prevede requisiti di ammissione ridotti come una capitalizzazione di mercato minima di 50 milioni di dollari anziché 100 milioni, oltre a un inserimento rapido per le nuove ipo. Inoltre, l’Etf esclude le società con un'esposizione operativa identificata in Russia. Attualmente la borsa di Kiev conta circa 50 aziende per una capitalizzazione di mercato di poco più di 4 miliardi di dollari.

Le società in portafoglio

Nella fase iniziale, proprio per ragioni di liquidità, in portafoglio non compaiono società ucraine. Le prime dieci partecipazioni vedono una quota maggioritaria di aziende statunitensi (circa 27%), seguite da Francia (17%) e Svizzera (10%). Non pervenute invece le quotate italiane, che erano invece quattro nel basket di Axyon: Danieli, Prysmian, Fincantieri e Intesa Sanpaolo.

La prima partecipazione dell’Etf è Siemens Energy, che pesa il 5,7% del portafoglio. Seguono Johnson Controls (4,5%), società quotata al Nyse ma con sede in Irlanda che progetta e costruisce edifici intelligenti e sistemi di sicurezza, e il colosso industriale Abb (4,4%), quotato a Zurigo. Tra le posizioni più rilevanti ci sono poi l’americana Caterpillar, le francesi Schneider Electric e Vinci, ma anche società della difesa come Rheinmetall e della cybersecurity come Bae Systems.

Ultimo tema, ma non per importanza, è quello dei costi: il nuovo Etf ha infatti un indice di spesa annuo (ter) di 65 punti base. Commissioni ragionevoli, ma piuttosto alte per l’universo dei fondi passivi. (riproduzione riservata)