«Libertà e pace sono beni resi fragili dalla sconsideratezza, che richiedono consapevolezza e impegno costante». Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la fine del nazifascismo in Italia in occasione del 25 aprile, aggiungendo che «la lotta di Liberazione è una pagina fondante della storia repubblicana, la legge del più forte genera barbarie».
Dopo la tradizionale cerimonia all’Altare della Patria, Mattarella è stato a San Severino Marche per le celebrazioni del 25 aprile 2026, ottantunesimo anniversario della Liberazione.
La Resistenza, ha aggiunto Mattarella, rappresenta «l’atto di nascita della nostra democrazia. Segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia». Questi principi, ha precisato il capo dello Stato, sono oggi «scolpiti nella nostra Costituzione».
Libertà e giustizia «sono cause che non conoscono confini. E a esse non possiamo essere indifferenti. Così come, a unire popolazioni e Resistenti, in ogni Paese, era la comune aspirazione alla pace. Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava - e si leva - una sola invocazione: pace. Pace per ogni persona», ha affermato. Mattarella, nel suo discorso a San Severino Marche.
Il messaggio del presidente Mattarella è stato sottoscritto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia», ha dichiarato Meloni.
«Oggi - ha aggiunto la premier - ci ritroviamo nelle parole del presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale». (riproduzione riservata)