11 settembre, 25 anni dopo l’America paga ancora: i costi nascosti, dagli indennizzi alla ricostruzione di Manhattan
11 settembre, 25 anni dopo l’America paga ancora: i costi nascosti, dagli indennizzi alla ricostruzione di Manhattan
Stanziamento extra del Congresso per vittime e feriti delle Torri Gemelle. Ogni anno arrivano nuove richieste di risarcimento. E nell’area di Ground Zero, nonostante investimenti per decine di miliardi, ci sono ancora tanti uffici sfitti. Ecco a quanto è salito il conto totale

di Angela Zoppo 10/09/2026 14:50

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Venticinque anni dopo, l’America continua a pagare il conto dell’11 settembre. Il fondo federale istituito per risarcire le vittime degli attentati e le persone che si sono ammalate in seguito all’esposizione alle sostanze tossiche ha già riconosciuto indennizzi per 18,56 miliardi di dollari. Ma il bilancio è tutt’altro che chiuso: nei primi otto mesi del 2026 sono arrivate altre 6.327 richieste, 859 soltanto in agosto, mentre dall’inizio dell’anno sono stati determinati nuovi risrcimenti per 1,52 miliardi.

Mentre la macchina delle celebrazioni è in moto, col presidente Donald Trump che ha scelto il Pentagono per ricordare le 2.977 vittime degli attentati, a  scattare la fotografia aggiornata sui costi è il rapporto mensile del September 11th Victim Compensation Fund, aggiornato al 31 agosto. Le persone registrate sono ormai 200.552. La registrazione non equivale alla presentazione di una richiesta di risarcimento, ma consente a chi è stato esposto di conservare il diritto a farlo qualora sviluppasse in futuro una delle patologie riconosciute.

La ricostruzione del World Trade Center e di Lower Manhattan

Accanto a questa contabilità che mette insieme vittime e sopravvissuti e continua a salire, l’altra faccia del bilancio è la ricostruzione di Lower Manhattan. Circa 20 miliardi di dollari di capitali pubblici e privati hanno ridisegnato il World Trade Center e l’intero distretto finanziario. Sul sito distrutto dagli attentati sono stati realizzati circa 929 mila metri quadrati di uffici e oltre 46 mila metri quadrati di spazi commerciali, insieme al memoriale, al museo e al centro per le arti. Il nuovo hub dei trasporti del World Trade Center è costato circa 4 miliardi, mentre altri 1,4 miliardi sono stati investiti nel Fulton Transit Center.

Lower Manhattan, un tempo quasi esclusivamente distretto degli affari, si è trasformata in un quartiere residenziale, commerciale e turistico. Secondo il comptroller dello Stato di New York, Thomas DiNapoli, la popolazione è passata dai 32.446 abitanti del 2001 a oltre 70 mila nel 2024. Nello stesso periodo la superficie residenziale è aumentata di circa 2,86 milioni di metri quadrati.

Nel 2024 l’area contava oltre 257 mila posti di lavoro privati, il 6,4% in più rispetto al 2000. Alla progressiva riduzione del peso delle società finanziarie ha corrisposto l’arrivo di gruppi tecnologici, media e pubblicitari, mentre il numero degli alberghi è salito a 42. Restano le difficoltà comuni a tutto il mercato immobiliare direzionale americano: la quota di uffici sfitti si aggira ancora intorno al 22%. Ma il distretto che all’indomani degli attentati molti davano per finito oggi ha più residenti e più occupati di quanti ne avesse prima dell’11 settembre.

L'impatto sulla salute e il World Trade Center Health Program

Il costo fuori controllo, però, resta quello umano. Il fondo è stato autorizzato a operare fino al 2090, proprio perché alcune patologie possono manifestarsi a distanza di decenni anche in soggetti che all’epoca degli attentati erano giovanissimi.

Le richieste effettivamente depositate al September 11th Victim Compensation Fund sono oltre 112.300. La platea potenziale è però molto più ampia. Secondo le stime del fondo, fino a 400 mila persone potrebbero essere state esposte alle sostanze tossiche sprigionate dal crollo delle Torri Gemelle: non soltanto vigili del fuoco e soccorritori, ma anche residenti, lavoratori, studenti e persone che si trovavano nella zona nei mesi successivi agli attentati. I morti a seguito di patologie sviluppate l’11 settembre, invece, sarebbero quasi 10mila, lmeno a giudicare dalle richieste di indennizzo presentate, circa 6.300 delle quali sono state accolte.

Separato dagli indennizzi è il costo dell’assistenza sanitaria. Il World Trade Center Health Program, che garantisce controlli e cure per le patologie riconducibili all’11 settembre, assiste ormai circa 140 mila tra sopravvissuti e soccorritori. Negli ultimi tre anni si sono iscritti oltre 30 mila nuovi assistiti, mettendo sotto pressione risorse e personale. All’inizio del 2026 il Congresso è dovuto intervenire per coprire un fabbisogno prospettico di circa 3 miliardi di dollari e scongiurare riduzioni delle prestazioni. (riproduzione riservata)