Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato ad attaccare il governo spagnolo che, dopo essersi rifiutato di portare al 5% del pil le spese in difesa come altri Paesi Nato, ha negato l’utilizzo delle basi di Rota e Moron per gli attacchi all’Iran e ha criticato l’attacco degli Usa contro quel Paese.
Secondo Trump, che ha parlato Casa Bianca con al suo fianco il cancelliere tedesco Friedrich Merz, «la Germania sta facendo un lavoro grandioso, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, è fantastico ma la Spagna è terribile, sono un grande popolo ma non hanno una buona guida. Vogliamo tagliare tutti i commerci con loro».
Il tycoon non ha esitato sottolineare gli ottimi rapporti tra Stati Uniti e Germania. «I nostri Paesi vanno d’accordo, abbiamo una grande affinità. Il cancelliere è molto ben accolto negli Usa ed è un mio amico. La relazione commerciale che abbiamo è molto forte», ha detto.
«Potremmo fare un embargo contro la Spagna domani», ha detto ancora Trump, a titolo di esempio, mentre parlava della libertà di manovra di cui godrebbe in quell’ambito nonostante il verdetto sui dazi della Corte Suprema. «Non vogliono farci usare le basi? Non hanno niente che ci serva», ha aggiunto il presidente americano.
«La Spagna è stata davvero poco cooperativa», ha proseguito Trump, che ha riferito di aver istruito il segretario al Tesoro, Scott Bessent, affinché «tagli tutti gli affari» con Madrid. «Taglieremo tutti i commerci con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna», ha detto ancora Trump.
Oltre a negare le basi, il premier spagnolo Pedro Sanchez aveva criticato l’azione americano-israeliana sull’Iran: «È importante ricordare che si può essere contrari a un regime odioso, come la società spagnola è contraria al regime iraniano, e allo stesso tempo essere contrari a un intervento militare ingiustificabile, pericoloso e al di fuori del diritto internazionale», aveva detto il premier spagnolo lunedì 2 marzo.
Alle parole del tycoon nello Studio Ovale della Casa Bianca fanno eco anche quelle del cancelliere tedesco che non esita a sollecitare Madrid ad adeguarsi agli obiettivi di spesa concordati in ambito Nato.
«Ci stiamo impegnando a convincere la Spagna a raggiungere il 3% o il 5%, come concordato in precedenza, e come ha detto il Presidente Trump. La Spagna è stata l’unica a non volerlo accettare e stiamo cercando di convincerli che questo fa parte della nostra sicurezza comune, e che tutti dobbiamo rispettare questa cifra. Si tratta del 2,5% necessario e di un ulteriore 1,5% per l'intervento militare. Quindi la Spagna deve adeguarsi», ha concluso Merz.
Non si fa attendere la risposta della Spagna che ha ribadito la propria posizione in risposta alle parole di Donald Trump, sottolineando di essere «un membro chiave della Nato, rispetta i suoi impegni e fornisce un contributo significativo alla difesa del territorio europeo». Lo riferiscono fonti del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez.
Madrid ha evidenziato che la Spagna è anche «una delle principali potenze esportatrici dell’Ue e un partner commerciale affidabile per 195 paesi in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti, con i quali intratteniamo relazioni commerciali di lunga data e reciprocamente vantaggiose».
Le fonti del governo spagnolo hanno precisato che eventuali revisioni di tali relazioni da parte dell’amministrazione statunitense devono avvenire «nel rispetto dell’autonomia delle aziende private, del diritto internazionale e degli accordi bilaterali tra Unione Europea e Stati Uniti».
«Il nostro Paese dispone delle risorse necessarie per mitigare i potenziali impatti, sostenere i settori che potrebbero essere colpiti e diversificare le catene di approvvigionamento», prosegue Madrid, ribadendo che l’impegno della Spagna sarà sempre quello di «lavorare per il libero scambio e la cooperazione economica tra i paesi, basati sul rispetto reciproco e sul rispetto del diritto internazionale». Le fonti concludono sottolineando che «ciò che i cittadini chiedono e meritano è maggiore prosperità, non più problemi».
Sempre il presidente americano sul suo social Truth ha criticato il fatto che gli Stati Uniti, sotto la guida del suo predecessore Joe Biden abbiamo fornito agli Stati Uniti «le armi di massimo livello» senza tuttavia rimpinguare le scorte.
«Al massimo livello abbiamo una buona scorta, ma non siamo dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi nei paesi periferici. Il sonnolento Joe Biden ha speso tutto il suo tempo e i soldi del nostro Paese, dando tutto a P.T. Barnum (Zelensky!) dell'Ucraina - per un valore di centinaia di miliardi di dollari - E, mentre ha regalato così tanto di fascia altissima (gratis!), non si è preoccupato di sostituirle», ha scritto il capo della Casa Bianca. «Fortunatamente, ho ricostruito l’esercito durante il mio primo mandato e continuo a farlo. Gli Stati Uniti sono riforniti e pronti a vincere alla grande!!!», aggiunge. (riproduzione riservata)