«Un accordo è stato ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell’Iran e altri Paesi. Separatamente, ho avuto una conversazione telefonica con il Primo Ministro israeliano Bibi Netanyahu, che è andata molto bene. Gli aspetti finali e i dettagli dell’accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve. Oltre a molti altri elementi dell'accordo, verrà aperto lo Stretto di Hormuz». Lo ha scritto sabato 23 subito dopo le 22 (ora italiana) sul suo social Truth il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Questo il testo complesto del post di Trump su Truth: «Mi trovo nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena avuto un'ottima conversazione telefonica con il Presidente Mohammed bin Salman Al Saud dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Zayed Al Nahyan degli Emirati Arabi Uniti, l'Emiro Tamim bin Hamad bin Khalifa Al Thani, il Primo Ministro Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim bin Jaber Al Thani e il Ministro Ali al-Thawadi del Qatar, il Maresciallo Syed Asim Munir Ahmed Shah del Pakistan, il Presidente Recep Tayyip Erdoan della Turchia, il Presidente Abdel Fattah El-Sisi dell'Egitto, il Re Abdullah II di Giordania e il Re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein, riguardo alla Repubblica Islamica dell'Iran e a tutte le questioni relative a un Memorandum d'Intesa sulla PACE.
Un accordo è stato ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e i vari altri Paesi elencati. Separatamente, ho avuto una conversazione telefonica con il Primo Ministro israeliano Bibi Netanyahu, che, analogamente, è andata molto bene. Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve. Oltre a molti altri elementi dell'accordo, verrà aperto lo Stretto di Hormuz. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato! Presidente DONALD J. TRUMP».
Già durante la giornata era emerso un cambio di scenario repentino nelle trattative in corso tra gli Stati Uniti e l’Iran per un accordo di pace. Quando sembrava salire il rischio di un imminente attacco Usa sulle infrastrutture energetiche del Paese, alimentato dalla decisione di Donald Trump di non partecipare alle nozze del figlio in corso nel fine settimana alle Bahamas, per il suo impegno e «l'amore per l'America» che non gli permettono di abbandonare i suoi obblighi in mezzo alla guerra con l'Iran, aveva dichiarato il presidente Usa, erano arrivate notizie di una possibile proroga del cessate il fuoco per 60 giorni, come rivelato dal Financial Times.
Anche il segretario di Stato americano, Marco Rubio, durante l’incontro a New Delhi con il primo ministro indiano Narendra Modi per discutere di sicurezza, energia e relazioni strategiche, nella sua prima visita ufficiale in India, aveva detto di vedere la possibilità di un accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran: «È possibile che più tardi oggi, domani o tra qualche giorno, avremo informazioni da condividere», ha dichiarato aggiungendo di sperare in «buone notizie».
E una conferma era arrivata anche dalla tv di Stato iraniana che parla di «riavvicinamento» tra le parti con Teheran che afferma di essere nelle «fasi finali» di un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. La questione nucleare non rientra nel quadro iniziale delle discussioni in corso con gli Stati Uniti per un accordo, avevano riferito dal ministero degli Esteri di Teheran.
Secondo quanto riferito dal Financial Times persone informate sui colloqui hanno riferito che gli accordi includerebbero una graduale riapertura dello stretto di Hormutz e l’impegno a discutere la diluizione, o la cessione delle scorte iraniane di uranio arricchito.
Gli Stati Uniti, da parte loro, allenterebbero il blocco dei porti iraniani e accetterebero l’allentamento delle sanzioni, oltre allo scongelamento dei beni di Teheran detenuti all’estero. (riproduzione riservata)