In Francia parte ufficialmente il consolidamento da quattro a tre operatori infrastrutturati. Al termine di oltre otto mesi di trattative, Boygues, Orange e Iliad hanno firmato un protocollo di intesa con Altice France, gruppo del magnate Patrick Drahi, per rilevare e dividersi con uno spezzatino il quarto operatore presente sul mercato, Sfr. L’accordo prevede una valutazione di 20,35 miliardi di euro, compreso il debito, più un earnout fino a 650 milioni. Prevista anche una clausola per ritirarsi dall’accordo in base alle performance finanziarie di Sfr prima del closing, atteso nella seconda metà del 2027.
Secondo l’accordo, la fetta maggiore del prezzo sarà sostenuta da Bouygues, pari al 42% del totale. Al gruppo Iliad di Xavier Niel toccherà il 31% mentre a Orange il 27%.
Si tratta del primo vero tentativo per scendere da quattro a tre operatori mobile infrastrutturati in Europa dopo che dall’Ue, almeno nelle intenzioni, è arrivata l’apertura al consolidamento nel settore tlc sotto la soglia di quattro attori. Bisognerà capire se effettivamente le autorità antitrust di Bruxelles e di Parigi daranno il benestare senza che i rimedi portino a un ingresso di un nuovo operatore.
Dal punto di vista del business, Bouygues otterrà l’attività e la base clienti di Sfr Business, una parte delle attività b2c di Sfr (5,9 milioni di clienti), l’operatore virtuale Prixtel (500 mila clienti), la rete mobile di Sfr nelle aree a minore densità abitativa, l’infrastruttura fissa dedicata al segmento b2b e la quota di Sfr della rete Ftth in una parte dell’area ad altissima densità nota come «Faber».
A Iliad andrà invece la base clienti Red di Sfr (6 milioni di utenti) e una parte delle attività b2c di Sfr (1,6 milioni di clienti, a cui si aggiungono 400 mila clienti business sempre a marchio Sfr). Infine Orange avrà 4,9 milioni di clienti composti da una parte delle attività b2c di Sfr, nonché gli operatori virtuali Régio, Syma e Coriolis.
Le frequenze saranno invece ripartite tra i tre operatori. Gli asset non acquisiti (in particolare le reti fisse e mobili, esclusa Crozon, parte della rete di negozi e i sistemi informatici) saranno gestiti all’interno di Sfr per almeno 30 mesi, in controllo dei tre operatori.
Sulla base dei dati del 2025 relativi al perimetro considerato e al netto degli aggiustamenti (in particolare delle componenti non ricorrenti), le quote di Bouygues Telecom, Free-iliad Group e Orange rappresenterebbero rispettivamente il 52%, il 27% e il 21% del fatturato totale, e rispettivamente il 42%, il 33% e il 24% dell’ebitda after lease. Sulla base del perimetro considerato, i ricavi erano di 8 miliardi e l’ebitda al di 2,6 miliardi nel 2025. (riproduzione riservata)