Arriva un nuovo player nel segmento del trattamento delle acque e dei fanghi. Sotto la regia di Spin Capital, holding di investimento fondata da Fabrizio Gualdi e Marco Gelmi, è nato Giotto Group, piattaforma creata dall’aggregazione di quattro realtà – Giotto Service, Giotto Mobile, Sc Costruzioni Meccaniche e Tek.Metal – attive lungo la filiera del trattamento acque con competenze tra produzione di macchinari e servizi di manutenzione. Alla guida del gruppo è stato nominato Enzo Bina, ingegnere ambientale con oltre 35 anni di esperienza nel settore.
Come spiegato a MF-Milano Finanza da Gualdi, «l’obiettivo, sfruttando la frammentazione del settore, è costruire una realtà totalmente integrata che abbia una rete di presidi territoriali per servizi, mantenendo invece centralizzata la produzione e le funzioni corporate». L’iniziativa è sostenuta da una raccolta di oltre 30 milioni di euro di capitali complessivi oltre a linee di credito a medio-lungo termine messe a disposizione da Banco Bpm, Iccrea Banca e Unicredit.
L’ambizione è costruire nei prossimi anni un operatore indipendente di riferimento nel mercato italiano del trattamento delle acque e dei fanghi sulla base di un piano strategico che ha già identificato oltre 50 possibili target. E consentendo a ogni imprenditore di reinvestire in Giotto Group mantenendo ruoli operativi e continuità. «La strategia di crescita per linee esterne si articola lungo tre direttric», ha spiegato Gualdi, ovvero «ingresso in nuovi verticali industriali, ampliamento della gamma prodotti, rafforzamento della rete di servizi tramite acquisizioni locali per copertura territoriale nazionale». Nel modello ogni acquisizione deve aggiungere competenze complementari senza sovrapposizioni, integrando portafoglio di offerta, produzione e servizi lungo l’intero ciclo di vita degli impianti.
Le ambizioni sono importanti. Il gruppo attualmente esprime un giro d’affari di 18 milioni, per 5 milioni di ebitda, con marginalità superiore al 25% e con un piano industriale che punta a 100 milioni di euro di fatturato in cinque anni attraverso un mix di crescita organica, sinergie commerciali e acquisizioni.
Del resto per Gualdi il settore del trattamento delle acque è comparto molto strategico, che si colloca al centro tra investimenti e potenziale legato a digitalizzazione degli impianti per il trattamento delle acque e recupero de gli inquinanti in una logica di economia circolare. Il tutto con l’obiettivo di evolvere da un mercato frammentato tra produttori e operatori locali di service verso piattaforme integrate capaci di presidiare l’intero ciclo industriale. (riproduzione riservata)