Spazio, l’Italia accelera: una costellazione satellitare nazionale a bassa orbita entro fine legislatura
Spazio, l’Italia accelera: una costellazione satellitare nazionale a bassa orbita entro fine legislatura
Il ministro Adolfo Urso: «L’Italia torna protagonista». Sul tavolo investimenti per quasi 8 miliardi, la partecipazione alla missione Artemis e il rafforzamento dell’industria spaziale nazionale

di di Giusy Iorlano 09/06/2026 15:15

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L’Italia punta a dotarsi di una propria costellazione satellitare a bassa orbita per garantire comunicazioni istituzionali e di difesa, interoperabile con il sistema europeo Iris2. È uno degli obiettivi strategici indicati dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della conferenza stampa dedicata all’economia dello spazio e alla vigilia degli Stati Generali della Space Economy 2026.

«Entro la fine della legislatura vorremmo arrivare alla programmazione dell'investimento», ha spiegato il ministro, sottolineando la volontà del governo di costruire il progetto insieme ad altri Paesi europei, rafforzando così l’autonomia strategica del continente in un settore sempre più decisivo.

La sfida della costellazione satellitare italiana

La realizzazione di una costellazione nazionale rappresenta uno dei tasselli principali della strategia spaziale italiana. L’obiettivo è sviluppare un sistema di satelliti in grado di assicurare comunicazioni sicure per le istituzioni e la difesa, integrato con Iris2, il programma europeo per le comunicazioni satellitari.

Per raggiungere questo traguardo, il governo punta a utilizzare al meglio le risorse già stanziate per il comparto: quasi 8 miliardi di euro fino al 2028, di cui 3,5 miliardi destinati ai programmi dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), 2,3 miliardi all’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e circa 2 miliardi provenienti dal Pnrr e da altre amministrazioni pubbliche.

Dalla Luna a Marte: il ruolo italiano nella missione Artemis

Tra le priorità indicate da Urso c’è anche la partecipazione da protagonista alla missione Artemis della Nasa, il programma che punta a riportare l’uomo sulla Luna e a creare le basi per future missioni verso Marte.

Secondo il ministro, l’Italia deve «giocare un ruolo centrale» sia sul piano scientifico sia su quello industriale, valorizzando il contributo degli astronauti italiani e delle imprese nazionali. In particolare, il Paese è coinvolto nello sviluppo di tecnologie e infrastrutture strategiche, tra cui il modulo abitativo destinato alla permanenza degli equipaggi sulla superficie lunare.

Industria spaziale in crescita e alleanze europee

I numeri confermano il momento positivo del settore. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale italiana è passato da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono cresciuti da 5.900 a 8.900 unità. Anche l’export dell’aerospazio ha registrato un aumento del 23,3% rispetto al 2022, mentre gli investimenti esteri sono saliti del 37,1%.

In questo quadro si inserisce anche il progetto Bromo, la joint venture in discussione tra Leonardo, Airbus e Thales nel settore dei satelliti. Per Urso si tratta di un’iniziativa «decisiva» perché potrebbe dare vita a un campione europeo capace di competere a livello globale e garantire all'Europa una maggiore autonomia strategica. Un modello di collaborazione tra Italia, Francia e Germania che, secondo il ministro, potrebbe essere replicato anche in altri comparti ad alta tecnologia.

«Sono numeri che rappresentano in maniera significativa che l’Italia torna protagonista», ha concluso Urso. «Non c’è segmento di questo comparto, dai satelliti ai vettori fino alle stazioni spaziali, che non veda protagoniste le aziende italiane».(riproduzione riservata)