Milan e Inter firmano il rogito per San Siro. Ma parte un’inchiesta per turbativa d’asta sulla vendita dello stadio
Milan e Inter firmano il rogito per San Siro. Ma parte un’inchiesta per turbativa d’asta sulla vendita dello stadio
Siglato l’atto di compravendita tra il Comune di Milano e i due club. L’acquisizione prima del 10 novembre evita il sorgere del vincolo architettonico sul Meazza consentendo l’abbattimento dell’impianto secondo i piani delle squadre. La procura di Milano apre un fascicolo d’indagine sulla procedura di cessione

di Alberto Mapelli e Rossella Savojardo    05/11/2025 12:31

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Lo stadio di San Siro passa ufficialmente sotto la proprietà di Milan e Inter. L’atto di compravendita per l’acquisizione della Scala del Calcio e dei diritti edificatori sulle aree limitrofe, dal Comune di Milano ai due club milanesi, è stato siglato mercoledì 5 novembre. I rappresentanti delle due società sportive e di Palazzo Marino si sono riuniti all’alba presso lo studio del notaio Filippo Zabban, in centro città, completando la procedura in tarda mattinata.

La firma storica arriva con una tempistica cruciale: scongiura la scadenza del 10 novembre, data in cui sarebbe entrato in vigore il vincolo architettonico sul secondo anello del Meazza. Tale vincolo avrebbe di fatto impedito l’abbattimento dell’impianto, come previsto dai piani congiunti delle due squadre.

«Le cose belle richiedono sempre tempo», ha commentato il Presidente del Milan, Paolo Scaroni, all’uscita dallo studio notarile, in risposta ai giornalisti che gli chiedevano se l’acquisizione dello stadio rappresentasse per lui una vittoria personale. 

Milan e Inter hanno versato circa 100 milioni nelle casse di Palazzo Marino, comprensivi della prima rata da 73 milioni, gli arretrati per la manutenzione per quasi 20 milioni e l’iva della prima rata. I due club hanno già ottenuto il prestito-ponte che consentirà il pagamento dell’acquisto del Meazza e dei diritti edificatori dell’area (197 milioni) e le spese accessorie per qualche decina di milioni.

 L’operazione, perfezionata tramite la società controllata da entrambi i club Stadio San Siro, è stata supportata da un pool di banche composto da Goldman Sachs e Jp Morgan in qualità di coordinatori principali, insieme ai partner bancari dei club, Banco Bpm e Bper Banca. 

«Questo importante traguardo riflette le ambizioni condivise da Milan e Inter e dalle rispettive proprietà, RedBird e fondi gestiti da Oaktree, per un successo sportivo a lungo termine e per un investimento che permetterà di creare valore a supporto della crescita sostenibile di entrambe le società», hanno spiegato in una nota le due società milanesi in occasione delle firma.
Le squadre hanno affidato a Foster + Partners e Manica il percorso progettuale e di sviluppo di un nuovo impianto di livello mondiale e del masterplan per l’area circostante, per il quale si dovrà adesso aspettare tra i sei e gli otto mesi. 

La Procura di Milano indaga su turbativa d’asta

Nel giorno in cui la firma del rogito sancisce il passaggio di mano del Meazza, la Procura di Milano ha confermato di indagare per turbativa d’asta in merito alla compravendita. Le indagini sono scattate a seguito della testimonianza di Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza, che questa mattina è stato ascoltato dai pubblici ministeri Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi.

Trotta aveva precedentemente sollevato perplessità in una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala, nella quale denunciava che lui e altri operatori dello spettacolo avrebbero avuto l’intenzione di presentare un’offerta per lo stadio, ma non erano riusciti a partecipare al bando del Comune a causa delle tempistiche ritenute troppo ristrette. L’attenzione della Procura si concentra quindi sulla regolarità delle procedure d’asta che hanno portato alla transazione. (riproduzione riservata)