Renault entra nella difesa ma con prudenza: ricavi militari limitati al 5% del fatturato
Renault entra nella difesa ma con prudenza: ricavi militari limitati al 5% del fatturato
Il gruppo francese punta a produrre fino a 600 droni al mese a Le Mans e valuta nuove partnership militari. Ma evita una svolta troppo decisa che possa avere effetti negativi

di Andrea Boeris 09/06/2026 09:50

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Renault accelera il proprio ingresso nel settore della difesa, ma senza snaturare il proprio modello industriale. Come riporta il Financial Times, il gruppo automobilistico francese ha fissato un tetto informale pari al 5% del fatturato per le attività legate alla produzione di droni e ad altri programmi militari, mantenendo così un approccio cauto rispetto alla crescente corsa dell’industria europea dell’auto verso il comparto difesa.

La scelta riflette sia la volontà di preservare l’identità del marchio sia l’esigenza di non compromettere i criteri Esg richiesti da investitori e finanziatori. Secondo fonti vicine al dossier, il limite è stato introdotto proprio per evitare possibili criticità rispetto alle linee guida ambientali, sociali e di governance adottate da parte del mercato finanziario.

La spinta del governo francese

Da circa due anni Renault è impegnata in colloqui con produttori di armamenti e veicoli militari dopo che il governo francese ha chiesto alle aziende industriali di contribuire all'aumento della capacità produttiva nazionale nel settore dei droni. L’interesse coincide con una fase particolarmente delicata per i costruttori europei, alle prese con una domanda debole sul mercato dell’auto e con la crescente pressione competitiva dei produttori cinesi.

Molti gruppi stanno valutando opportunità nel settore della difesa per utilizzare capacità produttiva inutilizzata e diversificare le fonti di ricavo. Renault dispone comunque di margini limitati nei propri impianti francesi. Il nuovo amministratore delegato François Provost ha recentemente sottolineato che le fabbriche del gruppo non presentano molta capacità inutilizzata.

Il progetto droni con Turgis Gaillard

A gennaio Renault ha siglato un accordo con il gruppo francese della difesa Turgis Gaillard per la produzione di droni aerei nello stabilimento di Le Mans, dove vengono realizzati anche componenti destinati ai marchi Renault, Dacia e Alpine. L’obiettivo concordato con la Direction Generale de l’Armement (Dga), l’agenzia francese responsabile degli approvvigionamenti militari, è sviluppare un prototipo entro la fine dell’anno e creare una linea produttiva in grado di assemblare fino a 600 droni al mese.

La crescita dei volumi non è però garantita. Il direttore della Dga, Patrick Pailloux, ha spiegato recentemente che l’agenzia non intende effettuare ordini massicci di droni in anticipo, poiché la tecnologia evolve rapidamente e rischia di diventare obsoleta. Più probabile, invece, un sistema di sostegno economico volto a mantenere attiva la capacità produttiva.

Colloqui di Renault anche per droni terrestri

Nel frattempo Provost starebbe discutendo possibili collaborazioni con il gruppo belga John Cockerill e con Arquus, società specializzata in veicoli militari terrestri, per sviluppare e produrre droni terrestri. Le trattative sono tuttora in corso e, secondo le fonti, non è ancora certo che si traducano in un accordo definitivo.

La cautela di Renault emerge anche dalle difficoltà operative incontrate nell’approccio al settore militare. Le procedure di acquisto della difesa, caratterizzate da lunghi iter di certificazione e specifiche tecniche molto diverse da quelle dell’industria automobilistica tradizionale, sono una sfida non da poco per un gruppo abituato a operare prevalentemente nel mercato consumer. (riproduzione riservata)