L’era dell’AI si accompagna anche alle quotazioni in Borsa. E mentre OpenAI di Sam Altman ha comunicato di aver depositato i documenti per l’Ipo, mossa intrapresa anche da Anthropic di Dario Amodei qualche giorno fa, ora è il turno di Perplexity, motore di ricerca e di risposta potenziato dall’intelligenza artificiale. Lo ha comunicato l’amministratore delegato della società Aravind Srinivas alla Cnbc nella settimana della tanto attesa quotazione al Nasdaq della SpaceX targata Elon Musk.
«Credo proprio che ci saranno ripercussioni a catena se le cose non andranno bene, non c’è modo di indorare la pillola. L’ipo di SpaceX di questa settimana sarà sicuramente un indicatore chiave per capire come andranno le cose con Anthropologie o OpenAI», ha affermato Srinivas, riferendosi al banco di prova che la quotazoine della società di Musk rappresenta per testare l’hype degli investitori.
Per avere Perplexity tra i titoli quotati bisognerà però aspettare fino al 2028. «Credo sia importante per il settore dell’AI che queste ipo vadano bene, e penso davvero che andranno bene, perché stanno andando bene».
Secondo Srinivas entrambe le società meritano le loro valutazioni elevate perché «sono all’avanguardia». Ma c’è un ma: «Se per sei mesi non si assiste a un progresso nello sviluppo di un nuovo modello da parte di una di queste due aziende, allora per loro è un problema», ha proseguito il ceo della società.
Il colosso sviluppatore di Claude AI, Anthropic, ha raccolto l’ultima volta 65 miliardi di dollari con una valutazione post-money di 965 miliardi a fine maggio. Come riferito da Reuters OpenAI punta invece a una valutazione fino a 1.000 miliardi di dollari nel debutto sui mercati che potrebbe avvenire già a settembre. (riproduzione riservata)