Mps, per gli analisti l’offerta di Intesa Sanpaolo ha senso strategico. Ma piace anche la mossa di Banco Bpm. Ecco perché
Mps, per gli analisti l’offerta di Intesa Sanpaolo ha senso strategico. Ma piace anche la mossa di Banco Bpm. Ecco perché
Le operazioni di Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps e Bper rafforzano il settore bancario italiano. Gli esperti vedono sinergie significative e un impatto positivo sul mercato, nonostante i rischi esecutivi

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri  09/06/2026 15:55

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Con il fischio della fase due del risiko bancario e la Bce che si prepara giovedì 11 marzo ad alzare i tassi d’interesse, il nuovo record odierno di 51.167 punti di Piazza Affari porta la firma dei titoli bancari. Alle 13.45 a spingere il Ftse Mib, è la volata di Unipol (+5,59%) al fianco di Intesa Sanpaolo (+2,43%) nell'operazione su Banca Montepaschi (+3%) e Mediobanca (+3,39%).

Corre anche Bper Banca (+4,3%) che se l'opas di Ca’ de Sass andrà a buon fine sarà protagonista del riassetto con l'integrazione con sportelli e asset della banca senese. Nella galassia coinvolta nel risiko, Generali ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 40 euro per azione, avanzando dell'1,8%.

È in fermento anche Banco Bpm (+2,9%), che domenica 7 giugno ha presentato una proposta di aggregazione con la banca senese. Pur sottolineando la complessità delle mosse per la presenza dei molti attori coinvolti, gli analisti finanziari apprezzano i razionali industriali di entrambe le operazioni che, dopo la prima ondata di offerte dello scorso anno, hanno fatto ripartire il consolidamento del settore del credito.

L'analisi di Oddo Bhf su Intesa Sanpaolo

Per gli analisti di Oddo Bhf – che hanno ribadito per Intesa Sanpaolo il rating outperform con un prezzo obiettivo a 7,1 euro – «l'operazione del gruppo guidato da Carlo Messina ha indubbiamente un senso dal punto di vista strategico», perché «accelererebbe significativamente l'impatto dell'attuale piano strategico a medio termine di Intesa Sanpaolo, con un notevole rafforzamento delle attività chiave (wealth management, assicurazioni di protezione, credito al consumo). Ciò, in teoria, consentirebbe a Intesa di escludere definitivamente qualsiasi seria minaccia competitiva nel contesto di una nuova ondata di consolidamento bancario in Italia».

Gli analisti ricordano come «la base clienti dell'entità combinata aumenterebbe di quasi il 30% a oltre 27 milioni, con circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie in bilancio. Intesa diventerebbe il leader nel credito al consumo in Italia, potenzierebbe le proprie attività Cib (grazie al franchise di Mediobanca) e consoliderebbe ulteriormente la propria posizione dominante nella gestione patrimoniale. A seguito dell'operazione con Unipol, l'entità combinata totalizzerebbe circa 530 miliardi di euro di crediti alla clientela».

Kepler e il confronto con le megacap europee

Gli analisti di Kepler sottolineano invece che l'offerta su Mps trasforma «potenzialmente Intesa in un contendente molto credibile tra le megacap europee, al fianco di Hsbc, Santander, Ubs e, con ogni probabilità, UniCredit».

Il giudizio di Morningstar Dbrs sulle sinergie

Gli analisti di Morningstar Dbrs giudicano l'operazione di Intesa «positiva sotto il profilo creditizio, evidenziando la capacità di Intesa di integrare grandi acquisizioni, come già avvenuto con Ubi Banca». Il razionale industriale va oltre la semplice crescita dimensionale. Ca’ de Sass stima sinergie ante imposte per 2,9 miliardi annui, con un utile netto superiore a 16 miliardi entro il 2029.
 

L'acquisizione consentirebbe a Intesa di «rafforzare le attività a commissioni, in particolare nel risparmio gestito, nell'assicurazione e nella consulenza finanziaria, sfruttando la base clienti di Mps». 
 

Nel report trova spazio anche il ruolo di Unipol, destinata a rilevare circa 635 filiali cedute per superare gli ostacoli antitrust. Morningstar Dbrs valuta favorevolmente anche questa gamba dell'operazione, sottolineando il rafforzamento della distribuzione bancassicurativa e la maggiore diversificazione degli utili.
 

Per Bper – che diventerebbe la seconda banca italiana grazie alle 635 filiali che arriveranno in dote a inizio 2028 dallo spezzatino senese – l'operazione avrebbe una forte valenza strategica grazie al rafforzamento della presenza territoriale e all'aumento della scala operativa, soprattutto in Toscana e Veneto. Restano tuttavia i rischi di esecuzione e integrazione, considerato il recente percorso di consolidamento che ha coinvolto la banca emiliana.

Gli analisti spezzano una lancia in favore anche dell'operazione Banco Bpm-Mps, proposta di fusione alla pari avanzata dal gruppo guidato da Giuseppe Castagna che ha cercato di battere sul tempo l’offerta di Intesa Sanpaolo. Per l’agenzia avrebbe «una forte logica industriale grazie alla complementarità delle reti e alle sinergie stimate in oltre 1,1 miliardi di euro l'anno».
 

Gli analisti evidenziano tuttavia che una fusione tra il Banco e il gruppo guidato da Luigi Lovaglio presenterebbe «significativi rischi esecutivi», soprattutto per l'istituto senese, impegnato nell'integrazione di Mediobanca. Inoltre, la proposta di Banco Bpm resta in una fase preliminare, senza termini finanziari definitivi né un rapporto di concambio concordato».

Bofa Global Research e il futuro di Siena

Per gli analisti di Bofa Global Research, che si trovano concordi sul fatto che, come ha scherzato Lovaglio, nella nuova fase del risiko «tutte le strade portano a Siena» la proposta di Banco Bpm presenta una logica industriale credibile, ma «l'offerta di Intesa appare più concreta e strategicamente più ambiziosa».

BofA si spinge oltre, ipotizzando che il nuovo assetto potrebbe aprire nel tempo anche a una maggiore integrazione tra Intesa e Generali. Pur riconoscendo la complessità di un'operazione di questo tipo, gli analisti ritengono che esistano rilevanti motivazioni industriali, mentre eventuali ostacoli antitrust potrebbero essere affrontati attraverso la cessione di filiali a Bper, che per dimensioni supererebbe Unicredit sul mercato domestico. Uno scenario che potrebbe spingere la banca guidata da Andrea Orcel a valutare nuove mosse in Italia.
 

Sul fronte delle raccomandazioni, gli analisti americani confermano la propria preferenza per Mps, definita la «top pick» italiana. Il target price è fissato a 11,7 euro per azione, pari a un potenziale rialzo del 30%. Giudizio neutrale invece su Intesa e Banco, mentre coonfermano il parere  positivo su Unicredit. Per gli spacialisti di BofA, in ogni caso, il vero vincitore della partita resta Siena: il valore strategico di Mps appare oggi più elevato che mai.

Morgan Stanley: il risiko entra nella fase a tutto gas

Per gli analisti di Morgan Stanley, il risiko bancario italiano è entrato nella fase «a tutto gas», con tre operazioni intrecciate (opas Intesa, trasferimento delle filiali Mps in Bper e proposta di fusione di Banco) che hanno trasformato Mps nel perno del consolidamento nazionale. La banca d'affari americana ricorda che «l'offerta di Intesa incorpora un premio del 12,5% per gli azionisti Mps e punta a creare un gruppo capace di generare 16 miliardi di utile netto nel 2029».

Un «elemento centrale» è il mantenimento di Mediobanca e della partecipazione del 13,3% in Generali, beneficiando del cosiddetto Danish Compromise.

Morgan Stanley sottolinea inoltre che il progetto parallelo di Unipol porterebbe alla nascita di una nuova banca con il marchio Monte dei Paschi, consentendo alla compagnia bolognese di «rafforzare la propria influenza sulla banca emiliana e di generare sinergie stimate in 800 milioni».

Gli analisti osservano che anche la proposta del gruppo guidato da Castagna su Rocca Salimbeni porterebbe a una significativa creazione di valore. Tuttavia, «il mercato appare oggi orientato a privilegiare la soluzione Intesa». Per questo Morgan Stanley si aspetta una reazione molto positiva del titolo Mps, rialzi per Bper e un andamento più incerto per Intesa e Banco Bpm.

Equita: i vincitori del nuovo assetto bancario

Per gli analisti di Equita, l'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps avrebbe un impatto positivo sul capitale e consentirebbe a Ca’ de Sass di aumentare la visibilità sulle future distribuzioni agli azionisti, con una cedola straordinaria cumulata di 2,75 miliardi.

Positivo anche il giudizio di Equita sul progetto parallelo di Unipol, che presenta un significativo potenziale di creazione di valore sia per la compagnia guidata da Carlo Cimbri sia per Bper. Nel nuovo risiko bancario italiano, la sim vede quindi due vincitori: Intesa, che consoliderebbe la propria leadership, e Unipol, che compirebbe un salto dimensionale decisivo nel modello integrato banca-assicurazione. (riproduzione riservata)