L'assemblea di Mps approva il nuovo statuto della banca che disciplina la governance dopo l’uscita dal regime di ricapitalizzazione precauzionale e l’acquisizione di Mediobanca. I soci si sono espressi mercoledì 4 febbraio da remoto, visto che l’assise si è tenuta con la modalità del rappresentante designato. Le votazioni hanno registrato maggioranze superiori al 98% per tutti i punti all’ordine del giorno.
All’assemblea non ha partecipato il Tesoro (azionista della banca senese al 4,8%). Una scelta che rifletterebbe la volontà di lasciare spazio al mercato in una fase delicata per la governance dell’istituto. Via XX Settembre peraltro potrebbe nel medio termine considerare un’uscita definitiva dal capitale di Siena dopo la discesa dal 64 all’11,7% avvenuta negli ultimi due anni. In questi termini si è espressa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Il Governo non esclude la cessione della quota di circa il 5% che ancora detiene nel capitale di Mps. Ma non c’è nessuna fretta», ha puntualizzato la premier nel corso della conferenza stampa di inizio anno.
Il nuovo statuto prevede l’innalzamento dei tetti ai bonus, l’introduzione dei vicepresidenti e la rimozione del limite al numero dei mandati che quindi consente la ricandidatura del presidente Nicola Maione, che attualmente è al terzo mandato come amministratore, nonché la riduzione al 5% delle riserve sugli utili, che consentirà una maggiore generosità nelle politiche di remunerazione della banca.
Ora la palla passa al board guidato dal ceo Luigi Lovaglio: deve accelerare nella definizione del piano industriale come richiesto dalla Bce, che potrebbe arrivare anche a fine mese prevedendo anche il delisting e la fusione di Mediobanca. Ipotesi che piacciono al mercato come dimostra il +5,84% messo a segno dal titolo di Piazzetta Cuccia mercoledì 4, in scia alle indiscrezioni riportate da MF-Milano Finanza. Contemporaneamente il consiglio lavorerà alla definizione della lista del cda, pur senza il coinvolgimento del ceo come disposto dal regolamento approvato a fine gennaio. (riproduzione riservata)
(articolo in aggiornamento)