Mollie, tra le piattaforme finanziarie europee a più rapida crescita, ha chiuso il 2025 con risultati positivi: ricavi a 147 milioni di euro, in aumento del 29% rispetto all'anno precedente grazie all'espansione internazionale, all'innovazione di prodotto e allo sviluppo di soluzioni per i diversi mercati europei. Non solo. Nel corso dell'anno la fintech è entrata in 12 nuovi Paesi, tramite crescita organica e/o partnership, rafforzando la propria presenza in Europa e avvicinandosi all'obiettivo di essere attiva in tutti i mercati europei entro il 2026. Importanti anche il contributo di Mollie Capital, che ha erogato oltre 250 milioni di finanziamenti alle imprese, e il lancio di Mollie Business Accounts, che segna l'ingresso nel banking aziendale.
Sul piano finanziario, Mollie vanta un flusso di cassa operativo positivo, un ebitda sano e liquidità per altre acquisizioni dopo quella di GoCardless, operazione che dovrebbe essere completata nella seconda metà di quest’anno. GoCardless è presente negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. «Questo ci permetterà di servire i nostri clienti europei con una portata globale e, in futuro, ci darà la possibilità di ampliare la nostra offerta oltre i confini europei», ha detto a MF-Milano Finanza il cfo, Vincent Toolan.
Priorità all’Europa. «Finché vedremo l'opportunità di ampliare la gamma di esigenze dei clienti che soddisfiamo, e di acquisire più clienti in più mercati, continueremo a privilegiare gli investimenti nel futuro rispetto a una maggior redditività nel breve periodo», ha precisato il cfo, sicuro che il gruppo avrà una presenza localizzata in ogni Paese europeo entro il 18 giugno: «abbiamo una forte presenza nei nostri mercati chiave, tra cui Paesi Bassi, Francia e Belgio. Stiamo registrando una crescita accelerata in Germania e un forte slancio attuale in mercati come Portogallo, Svezia e Polonia».
Il consolidamento può essere una leva potente per costruire un'infrastruttura di pagamento più unificata e completa. Consente alle aziende di raggiungere una maggior scala commerciale, offrire una gamma più ampia di servizi e, in ultima analisi, garantire un valore superiore ai merchant, specialmente in un mercato in cui le valutazioni societarie potrebbero presentare opportunità strategiche.
«Consideriamo anche l'Italia uno dei nostri mercati chiave. Abbiamo un grande team di ingegneria a Milano e un team commerciale in crescita, dedicato a servire i nostri attuali clienti italiani e a conquistarne di nuovi. Un ottimo esempio è PittaRosso», ha aggiunto Toolan. L’obiettivo della società è investire in Italia fino a 100 milioni di euro nei prossimi cinque anni.
Nei prossimi anni Mollie continuerà «a essere una piattaforma e un partner finanziario full-service leader del settore e finanziariamente solido, capace di semplificare i servizi finanziari complessi per qualsiasi tipologia di azienda. «Riteniamo di essere i migliori della categoria per quanto riguarda l'onboarding degli esercenti e il servizio clienti, come dimostrato dal nostro punteggio di 4.4 su Trustpilot, che evidenzia la rapidità del nostro servizio, un processo di attivazione semplice e veloce e una tecnologia moderna», ha precisato il cfo.
In quest’ottica l'intelligenza artificiale è fondamentale sia per ridurre le frodi sia per ottimizzare i pagamenti. Per i pagamenti istantanei e in particolare per i nuovi circuiti come Wero e A2A (Account-to-Account), l'AI rileva le frodi analizzando il comportamento dell'utente ancora prima che il pagamento venga avviato, contrastando così i tentativi di manipolazione.
Sul fronte dell'ottimizzazione dei pagamenti dei pagamenti, l'AI risolve il «paradosso dei falsi declini» (ovvero quando i sistemi non riconoscono il cliente che acquista da un altro dispositivo o indirizzo) utilizzando dati arricchiti (come quelli di livello 3) per distinguere con precisione le transazioni legittime.
«Ciò garantisce una sicurezza solida senza sacrificare i tassi di conversione o l'esperienza del cliente, trovando infine un perfetto equilibrio tra i due aspetti», ha chiarito Toolan, convinto che il vero ostacolo alla nascita di campioni fintech europei non sia l’innovazione, ma l’Europa stessa: «la mancanza in Europa di un campione globale nel settore fintech deriva dal cosiddetto paradosso europeo. Il nostro immenso mercato interno è spaccato dalla frammentazione delle norme Ue e da un'attuazione incoerente delle stesse, il che porta al fenomeno del gold-plating normativo. Ciò impedisce parità di condizioni e ostacola i fintech europei nel raggiungere la scala e l'efficienza necessarie per competere a livello globale. Sebbene iniziative come Wero e l'euro digitale rappresentino passi positivi, dobbiamo urgentemente fermare l'applicazione frammentata delle regole e costruire un'infrastruttura digitale unificata per promuovere concretamente la nascita di campioni europei». (riproduzione riservata)