Mediobanca corre in borsa sulle ipotesi di un delisting da parte della controllante Mps. Mercoledì 4 il titolo della merchant bank guidata da Alessandro Melzi d’Eril è salito del 5,84%, avvicinandosi a quota 19 euro, livelli che non si vedevano dalla fine dell’opas di Montepaschi nel settembre scorso.
A sostenere le azioni sono state le indiscrezioni riportate da MF-Milano Finanza su una possibile apertura del cda senese all’uscita di Piazzetta Cuccia da Piazza Affari, uno scenario previsto dal prospetto dell’opas ma rimesso in discussione durante il confronto interno al board. Il delisting passerebbe con ogni probabilità da un’offerta volontaria a premio rispetto alle attuali quotazioni ed è proprio questa prospettiva ad ingolosire oggi gli investitori.
L’operazione, seguita da una fusione, permetterebbe inoltre a Siena di estrarre gran parte dei 700 milioni di sinergie attese ed è fortemente sostenuta dalla Bce. La decisione finale, però, non è ancora stata presa e nel consiglio convivono posizioni differenti. Il ceo Luigi Lovaglio spinge per proseguire lungo il percorso delineato nel prospetto e condiviso con Francoforte e il mercato: delistare Mediobanca ed eventualmente fonderla in Montepaschi, mantenendo le attività di private e investment banking sotto lo storico marchio della merchant. In Mps confluirebbero invece Compass e la rete dei consulenti Premier, da integrare con Widiba, in un’operazione che consentirebbe di realizzare le sinergie dell’opas e di portare sotto il controllo diretto di Siena il 13,1% di Generali.
Una parte del cda continua a esprimere perplessità, ma le resistenze appaiono in attenuazione rispetto a poche settimane fa, anche alla luce delle indicazioni arrivate dalla Bce, che non intende concedere sconti sui piani di Siena. Le ultime valutazioni saranno sciolte nei prossimi giorni, con gli ultimi ritocchi al nuovo piano industriale. Intanto, in borsa, la speculazione mette le ali a Mediobanca. (riproduzione riservata)