Mediobanca, utili record e corsa per l’offerta su Banca Generali: assemblea forse già il 21 agosto e ops a fine mese
Mediobanca, utili record e corsa per l’offerta su Banca Generali: assemblea forse già il 21 agosto e ops a fine mese
Piazzetta Cuccia tratta con il Leone sugli accordi distributivi. La decisione di Trieste è attesa per il 6 agosto. In arrivo l’ok della Bce. L’assise era già stata spostata al 25 settembre. Il warning sulla fuga dei banker: dopo l’offerta di Siena deflussi per quasi 1,5 miliardi. Nagel: da Mps nessun piano di retention

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 31/07/2025 07:22

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Mediobanca accelera sull’operazione Banca Generali. L’assemblea per autorizzare l’ops potrebbe essere anticipata dal 25 settembre al 21 agosto, una scelta che sarà confermata il 6 agosto, quando il cda del Leone approverà i risultati del semestre e dovrebbe esprimersi sugli accordi distributivi relativi al deal. La decisione è stata peraltro sollecitata nei giorni scorsi da una missiva che il vertice di Piazzetta Cuccia ha indirizzato a Generali. «In caso di feedback positivo da parte di Generali, ci muoveremo in questo senso», ha spiegato in conference call dopo la diffusione della trimestrale l’amministratore delegato di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel

L’assise, inizialmente prevista per il 16 giugno, era stata spostata all’ultimo per permettere a Generali di valutare la proposta, ma anche per il risultato altamente incerto sul voto visto che, secondo alcune ricostruzioni, il fronte dei contrari – che comprende Delfin della famiglia Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone, grandi azionisti anche di Mps e Assicurazioni Generali – avrebbe superato il 40% del capitale. Da qui, il dietrofront di Nagel alla vigilia dell’assemblea.

«In coerenza con quanto annunciato lo scorso 15 giugno – spiega una nota - il gruppo ha trasmesso a Generali una proposta di linee guida per l’avvio delle negoziazioni sulla prosecuzione degli accordi recentemente rinnovati tra la compagnia e Banca Generali, prevedendo la possibile estensione a Mediobanca».

«Alla luce della tempistica autorizzativa sull’operazione, la cui conclusione è attesa per il 18 agosto, e dei termini regolamentari per la presentazione dell’offerta – prosegue la nota –  il cda ha individuato come nuova possibile data dell’assemblea chiamata a deliberare sull’ops quella del 21 agosto, riservandosi comunque di assumere una decisione definitiva entro il 6 agosto, in base all’evoluzione del confronto con la compagnia triestina».

Il via libera dei soci necessario per la passivity rule

Il via libera preventivo dell’assemblea all’ops è necessario per la passivity rule, a cui Mediobanca è sottoposta da fine gennaio, quando è stata presentata l’ops di Montepaschi. Il tempo di convocazione dell’assemblea sarà di 15 giorni, mentre per la partenza dell’offerta saranno poi necessari il via libero di Consob al prospetto informativo e la risposta formale del cda Generali. Al più tardi insomma l’offerta dovrebbe arrivare sul mercato tra fine agosto e inizio settembre. 

Mossa strategica nel wealth management

L’avanzamento del progetto Banca Generali punta a rafforzare la strategia di Mediobanca come polo europeo indipendente nel wealth management, mentre resta netta la bocciatura dell’ops ricevuta da Mps. «Creerebbe un gruppo con posizionamento unico in Europa per modello di business e ritorno agli azionisti, un’azienda leader nel wealth management ma con una connotazione di private e investment bank unica non solo in Italia», ha sottolineato ancora una volta in call Nagel. 

Nel comunicato diffuso giovedì 31 luglio la proposta di Siena viene giudicata nuovamente «del tutto inadeguata e non conveniente in quanto: offre un corrispettivo, interamente in azioni Mps, a sconto di circa il 30% rispetto a quanto considerato fair dal cda di Mediobanca;  è priva di un reale razionale industriale; l’integrazione tra le due realtà comporterebbe rilevanti dissinergie, derivanti prevalentemente dalla perdita di clienti e talenti, e stimate dal cda in circa 460 milioni in caso di fusione tra le due entità bancarie e fino a 665 milioni in assenza di fusione».

Oltre al modello di business non interessante per Mediobanca, Nagel ha ricordato che il corrispettivo in azioni messo sul tavolo da Rocca Salimbeni non presenta alcun premio. «Non si capisce perché un nostro azionista, in presenza di uno stand-alone che invece sta dando i suoi frutti e ha una traiettoria con ritorni a doppia cifra, dovrebbe prendersi rischi di bilancio, macro e di esecuzione, perlopiù senza un premio di mercato di un’operazione alternativa», ha spiegato il numero uno della merchant.

Il rischio di uscite di banker

Il comunicato di Mediobanca fa concretamente riferimento a uno dei rischi connessi all’ops di Siena. «Gli ultimi sei mesi, caratterizzati dall’incertezza strategica derivante dall’offerta di Mps, vedono l’uscita di bankers di Mediobanca Private con deflussi di quasi 1,5 miliardi», spiega l’istituto che più volte in passato aveva ventilato questa possibilità. «L’offerta di Mps non contiene alcun piano di valorizzazione e retention delle risorse chiave di Mediobanca», ha spiegato Nagel.

Ora si attende la risposta di Generali che ha fatto partire il processo di valutazione dell’operazione ma che come riportato da MF-Milano Finanza ha dei dubbi sul lock-up di 12 mesi sulla quota di azioni proprie (il 6,5%) che la compagnia riceverebbe in cambio in caso di adesione all’ops di Mediobanca. Oltre agli accordi distribuitivi, come condizione vincolante per l’ops Nagel ha messo sul tavolo degli azionisti di Banca Generali uno scambio con il 13% della quota di Generali nel portafoglio di Piazzetta Cuccia. 

Esercizio 2024/2025 chiuso con risultati record

Nel frattempo, l’esercizio 2024/2025 si è chiuso con i migliori risultati di sempre per Mediobanca: l’utile netto è salito a 1,33 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente, a fronte di ricavi consolidati pari a 3,72 miliardi (+3%), in linea con la guidance. 

Il margine di interesse si è mantenuto stabile a 1,97 miliardi, mentre le commissioni nette hanno mostrato una crescita a doppia cifra, salendo a 1,07 miliardi (+14%). «È una crescita trainata dalle attività a basso assorbimento di capitale come l’attività di wealth management e quella di advisory, m&a e capital market nell’area cib. E il motore di crescita più importante sono state le commissioni, con un dato più forte degli anni scorsi», ha sottolineato Nagel in call. La redditività del capitale si è ulteriormente rafforzata, con un Rote al 14% e un utile per azione a 1,64 euro, in aumento del 7%. È migliorata ancora la qualità dell’attivo, con un costo del rischio in calo a 44 punti base, e un cost/income al 43%.

Trimestre solido, capitale forte

Anche l’ultimo trimestre è stato positivo, con un utile di 337 milioni, ricavi a 951 milioni e margine di interesse stabile. Gli attivi totali hanno superato i 112 miliardi, con una raccolta netta record di 3,8 miliardi. Il coefficiente di capitale Cet1 si è mantenuto robusto al 15,1% anche dopo dividendi e buyback.

Payout al 100% e nuova tranche di buyback

La remunerazione degli azionisti si conferma tra le più elevate del settore, con un payout integrale al 100% dell’utile: il dividendo annuale è stato fissato a 1,15 euro per azione, di cui 0,59 euro come saldo a novembre, mentre è stata completata la seconda tranche di riacquisto azioni proprie per 385 milioni (pari al 2,9% del capitale), con cancellazione di 20 milioni di azioni. Il consiglio ha inoltre deliberato una terza tranche di buyback da 400 milioni, in attesa delle necessarie autorizzazioni.

Guidance confermata

Guardando all’esercizio 2025/2026, Mediobanca prevede di portare l’utile netto a circa 1,4 miliardi, confermando la distribuzione del 100% cash, una crescita contenuta ma solida dei ricavi, un’espansione a doppia cifra delle commissioni nel wealth management e attivi totali in aumento fino a 123 miliardi con oltre 10 miliardi di raccolta netta.

La banca prosegue così l’esecuzione del piano industriale One Brand-One Culture, recentemente esteso fino al 2028, che prevede un utile netto di 1,9 miliardi a fine periodo, dividendi in costante crescita fino al raddoppio (a 2,1 euro per azione) e una remunerazione cumulata agli azionisti superiore a 4,9 miliardi in tre anni. 

Le parole di Nagel

Il banchiere ha commentato così i risultati: «Mediobanca conferma nell’esercizio 2024/25 la crescita di tutte le sue divisioni, consolidando le principali iniziative del piano One Brand-One Culture. La professionalità, l’indipendenza e la forza del marchio Mediobanca hanno consentito di raggiungere gli obiettivi fissati superando le difficoltà rivenienti, da un lato, da uno scenario macro economico indebolito dall’inasprimento delle tensioni geopolitiche e commerciali e, dall’altro, dai riflessi sulla gestione aziendale dell’ops di Mps».

E ancora: «Mediobanca è concentrata sull’esecuzione della propria strategia e rigetta l’offerta di Mps in quanto priva di razionale industriale, non conveniente finanziariamente per gli azionisti Mediobanca ed ostativa all’ulteriore trasformazione del gruppo Mediobanca, insieme a Banca Generali, in un leader del wealth management, punto di riferimento nel panorama finanziario italiano ed europeo», ha concluso Nagel. (riproduzione riservata)