Wall Street chiude contrastata: Dow Jones +0,5%, S&P500 -0,5%, Nasdaq -1,5%. Quarta seduta in ribasso in cinque giorni di contrattazione per il Nasdaq, a causa delle nuove pressioni di vendita sui titoli dei chip e del persistere delle preoccupazioni circa la potenziale disruption dell'intelligenza artificiale per le aziende di software e dati. I risultati deludenti del produttore di chip Amd hanno fatto scendere il titolo del 17,3%, il suo maggiore calo dal 2017. Nvidia ha lasciato sul terreno il 3,4%, Palantir l’11,6%. Positivo invece il Dow Jones, che ha beneficiato dei guadagni di Amgen, McDonald's e 3M.
Alle ore 20 Wall Street amplia le perdite: il Nasdaq perde l’1,7%, a causa della pessima giornata per il comparto tecnologico nel complesso. Anche l’S&P500 - che per composizione e concentrazione è fortemente influenzato dal comparto - registra una flessione dello 0,6%. Il Dow Jones è a un passo dal girare in rosso e segna +0,1%.
A questo proposito, secondo di Dow Jones Market Data, l’indice industriale ha ottenuto performance migliori del il Nasdaq di una media 1,75 punti percentuali. Ciò pone il Dow sulla buona strada per registrare la sua performance migliore dal 10 aprile 2025, quando il divario era dell’1,81%. Nella seduta di ieri, 3 febbraio, e in quella odierna, il differenziale è stato del 2,82%, preparando il Dow Jones alla sua più grande sovraperformance in due giorni da febbraio 2025.
Tra i principali rialzi dell’indice a forte composizione industriale si collocano Amgen - che balza dell’8% dopo il rilascio dei conti - 3M (+4%) e Walt Disney (+3,2%), che rimbalza dopo il sell-off delle ultime 48 ore. Tra i peggiori del paniere, tuttavia, non ci sono titoli industriali: guidano infatti la classifica Nvidia (-3,4%), Goldman Sachs (-4%) e Ibm (-2,5%).
Sul fronte macro, il rapporto Adp, rilasciato nel pomeriggio, fornisce un quadro analogo a quello di fine 2025: un mercato del lavoro fiacco in un contesto di basse assunzioni e bassi licenziamenti. In questo quadro, secondo l’analisi, le aziende private hanno aggiunto solo 22.000 posizioni nel mese di gennaio, al di sotto delle 37.000 unità di dicembre (riviste al ribasso) e al di sotto delle previsioni di consenso di 45.000.
Il Dow Jones resiste e avanza dello 0,5%, mentre l’S&P500 cede lo 0,5%. Crollano i titoli delle memorie Ram, dopo il forte rally delle recenti settimane: Western Digital (-9,8%), Sandisk (-11,5%) e Micron (-8,5%) sono tra i peggior performer di tutto l’S&P500. Discorso analogo per Palantir che, dopo il balzo di ieri post conti trimestrali, scivola di circa l’11%. Il mercato ha preso profitti sulle azioni della società guidata da Alex Karp, caratterizzate da un elevatissimo rapporto prezzo-vendite, che si attesta a quota 90,5. L’azienda è anche stata colpita dall’effetto Anthropic e dal conseguente sentiment negativo relativo al comparto software.
Tra i migliori performer dell’S&P500 - oltre alla già citata Super Micro Computer, le cui azioni balzano di più del 13% - figura anche Eli Lilly, che schizza del 10,3% dopo che l’azienda ha registrato vendite e utili trimestrali migliori delle attese, alimentati dall’impennata delle vendite dei farmaci per la perdita di peso Zepbound e Mounjaro. Lilly ha previsto inoltre che le vendite per l'intero anno 2026 aumenteranno di circa il 25% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso la società ha superato le aspettative del consenso.
Sul fronte macroeconomico, il settore terziario si è mantenuto stabile. È quanto emerge dal sondaggio condotto tra i direttori acquisti delle aziende dei servizi dall’Institute for Supply Management: l’indice Ism non manifatturiero si è attestato a quota 53,7 punti, come il mese precedente. Il dato è comunque risultato maggiore alle attese del mercato di 52,5 punti.
se, da un lato, S&P500 e Dow Jones sono in rialzo rispettivamente dello 0,1 e dello 0,6%, il Nasdaq cede lo 0,2%. L’indice tecnologico è penalizzato dalla svendita che ha colpito i titoli di società del software e dell’analisi dei dati che, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, ha portato alla perdita complessiva di circa 300 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Il sentiment negativo si è diffuso ieri 3 febbraio nel settore dopo i progressi annunciati da Anthropic nell’ambito degli strumenti legali, che hanno acuito la preoccupazione che l’AI possa indebolire i modelli di business delle aziende specializzate in programmazione, database e servizi IT. Le azioni più rilevanti del settore - come Intuit, ServiceNow, Adobe, Salesforce e Ibm - sono tutte in calo del 3% in avvio di seduta, dopo i forti ribassi di ieri.
A seguito delle trimestrali, Super Micro Computer balza del 13,7%, mentre, sempre nel comparto tecnologico, Amd crolla del 13%. Male anche il New York Times, che dopo i conti perde il 14%.
Tra le materie prime, i metalli preziosi sono in rialzo: l’oro avanza dell’1,7% a 5.032 dollari l’oncia, mentre l’argento, più volatile, balza del 7% a circa 91 dollari. Il petrolio Wti è poco mosso a 63,2 dollari al barile.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il gruppo del ride-hailing ha riportato un calo dell’utile trimestrale e diffuso una guidance prudente, anche alla luce della nomina del nuovo direttore finanziario. Il titolo cede il 2,5% in avvio di seduta.
Il gruppo editoriale ha registrato utili trimestrali in crescita: il calo degli abbonamenti solo news è stato compensato dall’aumento delle vendite di pacchetti e prodotti standalone. Il titolo crolla del 14% all’apertura dei mercati.
Il gruppo dei semiconduttori ha annunciato l’acquisizione della società di tecnologia wireless Silicon Labs per 7,5 miliardi di dollari. Le azioni di Texas Instruments aprono a -0,5%, mentre quelle di Silicon Labs schizzano del 50%.
Il produttore di chip ha messo a segno un aumento di circa un terzo delle vendite trimestrali e prevede una crescita dei ricavi dei data center superiore al 60% nei prossimi anni, sostenuta dalla domanda degli hyperscaler legati all’intelligenza artificiale. Nonostante ciò, il titolo crolla di circa il 13% nei primi minuti di contrattazione, penalizzato dal rinnovato scrutinio degli investitori sui titoli AI.
Il produttore di server per l’intelligenza artificiale generativa ha registrato un forte incremento dell’utile trimestrale, spinto dal raddoppio delle vendite. Il titolo avanza di quasi il 14% all’apertura di Wall Street. (riproduzione riservata)