Un comitato che lavorerà sotto la presidenza del Consiglio per scrivere la nuova strategia nazionale sull’intelligenza artificiale. E che sarà meno legato al mondo degli esperti e più a quello delle istituzioni. Con un ingresso destinato a pesare: quello del ministero della Difesa. È quanto si apprende dal provvedimento, contenuto in un Dpcm visionato da MF-Milano Finanza, che avvia ufficialmente i lavori di Palazzo Chigi per aggiornare la strategia italiana per l’intelligenza artificiale 2026-2028, istituendo un Comitato di coordinamento che lavorerà alle dirette dipendenze del sottosegretario all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti.
Formalmente si tratta di un organismo di supporto al Dipartimento per la trasformazione digitale. Nella sostanza, però, il nuovo comitato rappresenta un cambio di approccio: se la strategia 2024-2026 era stata elaborata soprattutto da un gruppo di studiosi chiamati a delineare le linee guida per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale nel Paese, il nuovo organismo appare più vicino a una cabina di regia istituzionale, chiamata a tradurre quelle indicazioni in scelte di politica industriale, tecnologica e di sicurezza.
A coordinare il gruppo sarà Gianluigi Greco, tra i maggiori esperti italiani di intelligenza artificiale. Attorno a lui siedono tredici componenti provenienti dal mondo accademico, dalle amministrazioni centrali e dalle istituzioni. Ne fanno parte Rosita D’Angiolella per la presidenza del Consiglio, Giorgio Maria Tosi Beleffi per il Mimit, Valentina Cardinale per il Miur e Barbara Caputo per il ministero della Difesa. Completano il gruppo Paolo Benanti, Marco Camisani Calzolari, Giuliano Noci, Edoardo Carlo Raffiotta, Emilio Tosi, Andrea Orlandini, Andrea Lenzi e Rebecca Montanari.
Proprio la presenza della Difesa rappresenta uno degli elementi più significativi del nuovo assetto. La legge sull’intelligenza artificiale approvata nel 2025 richiama esplicitamente il coinvolgimento del ministero per gli aspetti relativi ai sistemi di AI utilizzabili in chiave dual use, cioè con applicazioni sia civili sia militari.
Il decreto attribuisce inoltre al comitato la possibilità di convocare imprese, università, centri di ricerca, associazioni di categoria e parti sociali, acquisendo studi e contributi esterni. Potrà inoltre acquisire studi, ricerche e contributi da soggetti pubblici e privati. Una formula che lascia intendere come la futura strategia possa essere costruita attraverso un confronto ampio con l’ecosistema nazionale dell'innovazione.
I lavori saranno però coperti da una rigorosa clausola di riservatezza. I membri del comitato saranno vincolati al segreto d’ufficio e non potranno divulgare contenuti delle riunioni, documenti o elaborazioni prodotte nell’ambito dell’attività del gruppo. Una scelta che evidenzia la sensibilità crescente dei temi affrontati, soprattutto quando coinvolgono aspetti industriali, infrastrutturali e di sicurezza. L’organismo resterà operativo fino al 31 gennaio 2027, termine entro il quale dovrebbe essere completato l'aggiornamento della strategia nazionale. Successivamente potrà essere riattivato dallo stesso sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica per ulteriori approfondimenti o aggiornamenti.(riproduzione riservata)