Intesa Sanpaolo resterà in gara per Mps anche in caso di controfferta. Il consigliere delegato Carlo Messina torna a parlare della nuova operazione che ha riaperto il risiko bancario italiano: l’opas da oltre 30 miliardi su Montepaschi. «Rimarremmo in gara per Mps se ci fosse una controfferta», ha spiegato il banchiere in una intervista a Bloomberg Tv circa l'opas lanciata su Siena. La proposta presentata lunedì 8 ha «alte probabilità - prosegue - di successo, la componente in contanti della nostra offerta è una risposta ai concorrenti». Messina ha poi sottolineato che per ora l’offerta «è l'unica reale» ed è tornato a liquidare la proposta di Banco Bpm come una «lettera d'amore. Solo una lettera nella quale loro auspicano di avviare una conversazione per arrivare a una combinazione».
Al momento Piazza Meda non ha presentato un’offerta pubblica e non si sono fatti avanti nuovi soggetti. Per parte sua Siena (che ha nominato Ubs e Bofa come advisor) sarà costretta a sottoporre al voto dell’assemblea qualsiasi operazione straordinaria, in base a quanto previsto dalla passivity rule.
Messina ha confermato la struttura dell’offerta, escludendo rilanci: «Non vogliamo investire altro denaro nella transazione. In genere si inizia con la combinazione azionaria, quindi si cerca di dare azioni anzichè denaro contante e poi si completa l'operazione aggiungendo liquidità alla fine. Noi abbiamo deciso di iniziare con denaro contante». Ovvero: Va bene, gli azionisti di Montepaschi di Siena possono ricevere denaro per l'ottimo lavoro svolto da Lovaglio nella banca. Riceveranno il valore attuale netto dell'opzionalità della società, ma questo è tutto».
Il prezzo delle azioni si sta muovendo «più o meno considerando il nostro premio come quello giusto per questa transazione». Quanto alle probabilità di successo dell'operazione, Messina ha rilevato che in Mps «ci sono importanti investitori privati. Quindi - ha detto - dobbiamo valutare quale sarà la loro posizione alla fine, ma sono fiducioso che riusciremo a portare a termine la transazione con risultati positivi».
Messina si è soffermato anche sul 13,2% che Mediobanca detiene in Generali. La quota, già definitiva come partecipazione finanziaria, «non è una priorità nell'offerta per Mps. La proposta è stata possibile dopo aver affrontato potenziali problemi Antitrust», spiega il banchiere. L'operazione darebbe impulso alle «attività di gestione patrimoniale di Intesa Sanpaolo», prosegue il banchiere il quale sottolinea come «Intesa ha dimostrato di poter creare valore dalle precedenti acquisizioni».
L'acquisizione, infine, potrebbe essere il «punto di partenza per una posizione nel consolidamento europeo. L'operazione con Mps ci consentirà di creare un gruppo che è nella posizione di mantenere la leadership in Europa. Questa operazione è un punto di partenza - ha aggiunto - anche per guardare al consolidamento in Europa in una posizione di totale forza».(riproduzione riservata)