Intesa-Mps, l’operazione è ora al vaglio delle autorità di vigilanza
Intesa-Mps, l’operazione è ora al vaglio delle autorità di vigilanza
Per il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta le aggregazioni possono rafforzare il mercato bancario

di di Francesco Ninfole 08/06/2026 21:45

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L’operazione Intesa-Mps sarà soggetta al via libera delle autorità di vigilanza per l’acquisizione di partecipazioni di controllo. Scatterà così la procedura nota come «qualifying holding» nella quale la Vigilanza Bce verifica i requisiti dell’acquirente in termini di reputazione, management, solidità, uniformità alla regolamentazione e ai requisiti antiriciclaggio.

Intesa Sanpaolo è un gruppo già vigilato, quindi il percorso sarà più semplice rispetto ad altre recenti operazioni. L’approvazione del Danish Compromise dovrebbe essere priva di ostacoli rilevanti, considerando che Intesa Sanpaolo è già considerata un conglomerato finanziario. Il ceo Carlo Messina ha fatto capire che le interlocuzioni sono già state avviate con i supervisori. Si può presumere che il banchiere abbia informato in modo preventivo il governo e la Banca d’Italia.

Il ruolo delle aggregazioni nel mercato europeo

Il governatore Fabio Panetta nelle Considerazioni Finali ha sottolineato che «l’elevata dotazione patrimoniale del sistema apre spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere. Entrambe possono contribuire a rafforzare il mercato bancario europeo».

Inoltre Panetta ha evidenziato che in Italia operazioni «ben disegnate» possono «avvicinare la struttura del mercato creditizio a quella degli altri principali Paesi europei, rendere le banche più competitive e favorire una maggiore diversificazione dei ricavi».

Riguardo alla struttura del settore bancario, una nota delle Considerazioni Finali ha precisato che «alla fine del 2025 ai primi cinque gruppi italiani faceva capo il 68% del complesso degli attivi del sistema, una quota inferiore a quella che si osserva negli altri principali Paesi europei, ad eccezione della Germania».

Un maggiore consolidamento è generalmente gradito dalle autorità: esponenti Bce hanno più volte espresso la necessità di gruppi più grandi, anche in una logica di maggiori investimenti necessari in ambito tecnologico, cyber e AI.

Ma come ha precisato Panetta il valore delle operazioni «dipenderà dalla capacità di creare intermediari più solidi ed efficienti, in grado di sostenere più efficacemente l’economia reale e di offrire alla clientela servizi di migliore qualità a costi contenuti».

Inoltre il governatore ha sottolineato che «è essenziale che non venga indebolita la concorrenza, soprattutto nei mercati locali, dove famiglie e piccole aziende dispongono spesso di un numero limitato di interlocutori finanziari». L’ok alle autorizzazioni è atteso nell’ultimo trimestre dell’anno.

«Un’operazione di questo tipo va nella direzione della Bce che più volte ha stimolato il sistema finanziario a consolidarsi», ha detto ieri il presidente di Unipol Carlo Cimbri. «Anche il governatore Panetta ha auspicato un’altra fase di consolidamento. Quindi riteniamo che ragionevolmente questa operazione sia condivisa dai regolatori, italiani e anche europei. E penso che anche questo debba porre il governo in posizione favorevole». (riproduzione riservata)